Dopo l’appello di Codacons, centinaia di consumatori hanno inviato mail di segnalazione e richieste di risarcimento riguardo l’acquisto del pandoro griffato da Chiara Ferragni

In queste ore centinaia di consumatori, a seguito dell’appello di Codacons, hanno inviato mail di segnalazione per chiedere giustizia, e un risarcimento, riguardo l’acquisto a prezzo maggiorato del pandoro griffato da Chiara Ferragni edizione Pink Christmas. Da quanto confermato le mail raccolte dall’associazione al momento sono 250. E molte altre sarebbero in arrivo. Il Codacons, infatti, sarebbe pronto a metterle tutte a disposizione per le indagini della Procura di Milano per truffa aggravata ai danni dell’imprenditrice digitale e di Alessandra Balocco.

Spetterà comunque all’aggiunto Eugenio Fusco e al Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza raccogliere eventuali denunce formali dei consumatori. “Noi abbiamo acquistato il pandoro proprio perché la nostra neonata era stata curata dal Regina Margherita e pertanto abbiamo scelto questo pandoro. Non abbiamo lo scontrino ma la foto del dolce.” È scritto in una delle segnalazione giunte al Codacons da parte di consumatori traditi dal prezzo maggiorato dell’edizione Pink Christmas del pandoro Balocco.

Le mail dei consumatori

“L’anno scorso abbiamo acquistato un pandoro Balocco in collaborazione con Chiara Ferragni.” Cita il testo di un’altra mail. “Nonostante le nostre poche risorse economiche e il prezzo non irrisorio del pandoro, ci sembrava comunque una buona iniziativa per aiutare chi è meno fortunato di noi. Adesso ci sentiamo traditi e truffati. Perché per noi è stata una spesa che abbiamo fatto con il cuore; per questo motivo, sono qui a richiedere un rimborso.”

“Ho acquistato 5 pandoro Balocco/Ferragni (pagamento bancomat) direttamente nella bottega Balocco in Fossano (…) e mi sento presa in giro in quanto ho fatto questi acquisti sapendo che il ricavato andava per aiutare dei bambini.” Riferisce una consumatrice. Mentre in un’altra mail si legge: “Ho comprato 15 pandori (stupida) come regali di Natale a cugine ed amiche. Scherzare e far danaro sulla sorte dei meno fortunati è una cosa pessima. Credo che dovrebbero rimborsare oltre al costo del pandoro anche i danni morali.”

Tra le centinaia di mail arrivate al Codacons c’è anche chi non vuol essere risarcito, sottolineando, però, l’operazione “disdicevole” che c’è alla base della distribuzione del prodotto. Un genitore, inoltre, racconta di aver “acquistato sia il pandoro che l’uovo di Pasqua della Ferragni per mia figlia, anche per la beneficenza tanto decantata.” E definisce la vendita un “imbroglio, pur non essendo più in possesso di nessun scontrino.”

Un altro consumatore, irritato dalla situazione incresciosa, spiega che a Natale 2022, “ingannato dalla pubblicità della signora Ferragni, comprai per tutti gli amici e la mia famiglia circa 30 pandori. Convinto che il differenziale tra prezzo standard e prezzo applicato andasse all’ospedale pediatrico.”

Poi, un altro: “Li ho acquistati su insistenza di mia figlia perché li aveva visti su Instagram. Nonostante il prezzo cosi alto per un pandoro l’ho acquistato proprio perché c’era l’opportunità di fare qualcosa di buono ma a quanto pare non è servito a nulla.”

Proprio nella giornata di ieri il Codacons ha pubblicato sul suo sito una pagina specifica chiamata “anche tu vittima del pandoro-gate”. All’interno della quale i consumatori posso farsi assister gratuitamente e segnalare acquisti effettuati relativi all’edizione Pink Christmas.

Danni per 1,65 milioni di euro

Il Codacons, in conclusione, ha stimato nelle scorse ore i presunti danni per gli acquirenti che ammonterebbero a 1,65 milioni di euro. Una cifra “calcolata sugli oltre 290mila pandori venduti nel 2022 (su un totale di 362.577 pezzi commercializzati). E pari alla differenza tra il prezzo del pandoro ‘normale’ Balocco (3,68 euro) e quello griffato Ferragni (9,37 euro), incremento di valore che, complici i post dell’influencer, avrebbe fatto ritenere che la maggiorazione di prezzo di 5,69 euro fosse il valore della donazione in solidarietà dei singoli acquirenti.”

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