Il racconto arriva dall’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno: Raffaele Caputo, infermiere di Battipaglia, timbrava il cartellino alla collega, Rosa Izzo di Castellammare di Stabia, anche quando era assente sul luogo di lavoro.

I carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità) hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale, disposta dal Gip di Salerno su richiesta della Procura della Repubblica di Salerno. Questa ha fatto sospendere dall’esercizio pubblico ufficio o servizio per un anno i due infermieri.

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Sospesi i due infermieri: le indagini

A far scattare le indagini erano state delle segnalazioni, a fine maggio scorso, al Comando tutela della salute di Roma, e trasmesse al Nucleo salernitano.

I carabinieri hanno seguito così gli spostamenti dell’auto della Izzo mediante anche il casello autostradale di Castellammare e confrontato le timbrature del badge da giugno ad ottobre, ottenendo delle prove cristalline.

Una volta accertate le irregolarità della Izzo, la Procura ha autorizzato l’installazione di telecamere per trovare l’eventuale complice. Grazie a queste, hanno potuto constatare che la timbratura di Izzo avveniva sempre in concomitanza di quella di Caputo.

Il cartellino timbrato sempre in concomitanza: i reati contestati

I reati che vengono contestati ai due infermieri sono: truffa aggravata ai danni dello Stato e inosservanza sulle norme sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. Perché, più di una volta, avrebbero attestato in maniera falsa la presenza dell’infermiera in servizio.

Secondo quanto accertato, Raffaele Caputo attestava la presenza di Rosa Izzo che riceveva retribuzione per ore lavorative mai svolte. Inoltre, delle volte la Izzo arrivava dopo ore da quando era stato timbrato il cartellino, altre invece non si recava per niente sul posto di lavoro. I legali dei due infermieri hanno presentato un ricorso al Riesame portando documenti e atti a favore dei due assistiti.

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