Arriva puntuale un’altra replica di Morgan dopo il suo licenziamento da X Factor e questa volta coinvolge Ambra Angiolini e una chat Whatsapp
L’avevamo detto già nei giorni scorsi, poco dopo l’ormai noto licenziamento da X Factor, che la tempesta mediatica chiamata Morgan non avrebbe accennato a placarsi e che avrebbe coinvolto proprio tutti i suoi ex colleghi, e infatti ora è il turno di Ambra Angiolini e della chat che il cantante vuole condividere. E a proposito di chat, in quella di Whatsapp con cui diffonde le sue dichiarazioni ai giornalisti, infatti, il cantante brianzolo si è difeso da chi lo accusava di misoginia per il “vaffa” ad Ambra ripreso dai fuori onda.
Il vaffa ad Ambra
“Sono pronto a condividere e pubblicare integralmente la mia chat Whatsapp con Ambra se lei è consenziente. Così vediamo chi dice il vero e chi fa retorica spicciola. Chi è gentile nell’animo e chi è nullo nello spirito.” Sentenzia Morgan. “A proposito delle donne dico alle dipendenti di Sky che chi strumentalizza come Ambra un vaffanculo liberatorio accusando di misoginia è fuori strada. Sono circondato da donne per via della mia gentilezza e dell’empatia che ho con il gentil sesso. Sono cresciuto in mezzo alle donne come famiglia, come Mowgli è cresciuto nella giungla tra i lupi.”
“Mia madre mia sorella le mie zie la mia nonna le mie cugine. Un solo uomo, mio padre, morto quando ero piccolo. A quattordici anni io facevo lavori con i ferri e l’uncinetto, invece di giocare a pallone. Sono femmina e non sono gay. Così sono gli artisti perché la musa è femmina, tutti i gesti d’arte anche se provengono da maschi sono espressione della loro parte femminile. Mandare a quel paese qualcuno perché è pessimo e perché ti sta dando fastidio è un gesto umano che non ha a che fare col sesso e non ha una valenza discriminatoria se non nel discriminare le persone virtuose e amiche da quelle presuntuose e ignoranti. Di questo passo finiremo a dire che Charlie Manson è stato discriminato perché ebreo.”
“Un paese allo sbando”
E a chi gli punta il dito contro accusandolo di utilizzare una sorta di “copione Morgan” risponde: “Quello che è successo a X Factor è sintomo di una disfunzione. Un paese completamente allo sbando dal punto di vista culturale.” E continua. “Potete riguardare tutte le puntate sin dalle audizioni. E vedrete che l’unico elemento che ha portato una conoscenza e una preparazione professionale ed artistica è stato trattato male. Così viene trattata la cultura in questo Paese ed è un grande dolore per me e per tutti coloro i quali si impegnano, studiano, hanno talento e merito ma sono costretti a subire la prepotenza di uno squallido sistema di poteri economici che umiliano e vilipendono la qualità a favore di una ignoranza che si chiama esattamente analfabetismo funzionale.”
“Che non si scrivano stupidaggini sul copione della furia di Morgan e della prevedibilità di quel che è successo. Ma si chiamino le cose con il loro nome: io non litigo, io combatto quel degrado, ed è cosa molto diversa. La narrazione costruita ad uso del pensiero “popolare” che Morgan sarebbe una sorta di personaggio mediatico che da copione porta lo scompiglio come fosse un ordigno di caos è quanto di più scadente si possa affermare.”
“Chi crede a questa banalizzazione e’ colui che in realtà non è conscio di cosa io sia e faccia e abbia fatto. Non conosce la mia produzione artistica e non comprende cosa dico perché non ha interesse nell’arte e nell’edificazione culturale. Dire che Morgan è una mina vagante è una sciocchezza pari a dire che Leopardi e’ un gobbo sfigato, che Pasolini e Moravia erano dei pervertiti e che Ringo Starr non sappia suonare la batteria.”
Nel frattempo la MEI, ovvero il meeting delle etichette indipendenti italiane, ha condiviso un attestato di solidarietà nei confronti dell’artista.