Nella storica e drammatica puntata de L’Eredità, di quasi dieci anni fa, il conduttore Carlo Conti e l’Italia intera rimasero sbigottiti dalle risposte di storia dei concorrenti
Era il dicembre del 2013, una puntata de L’Eredità, quando d’un tratto Carlo Conti interpella alcuni concorrenti con domande storiche, su Hitler e Mussolini. Fin qui tutto nella norma per la storica trasmissione di Rai 1. Dopo qualche secondo, però, in studio cala il silenzio. Un mutismo dettato dallo stupore ma soprattutto dal gelo.
“In quale anno Adolf Hitler diventa cancelliere in Germania?”. Chiede Conti ai concorrenti. Le quattro opzioni a loro disposizione sono 1933, 1948, 1964, 1979. Anche per chi non fosse particolarmente ferrato in storia, la risposta sembra ovvia per una valanga di motivi. Tuttavia la prima concorrente scelse il 1948, il secondo il 1964 e il terzo, con il presentatore raggelato e sconvolto, disse: “1979“.
Carlo Conti guardò un attimo in camera. Quasi a credere che fosse uno scherzo o il malefico sberleffo di un altro programma molto seguito come Scherzi a parte. Purtroppo era tutto vero. La quarta e ultima concorrente scelse, per forza di cose, la risposta giusta: 1933.
Il pubblico sta ancora riprendendosi dagli sconcertanti svarioni che subito è obbligato a tornare sulla terra e ad aguzzare le orecchie. La puntata ancora non è finita. Così come l’imbarazzo. Carlo Conti, quasi terrorizzato nel pronunciare la domanda, scandisce le parole. Lentamente. “In quale anno Mussolini ricevette a Palazzo Venezia il poeta Ezra Pound?”
Anche in questo caso, se qualcuno non conoscesse il poeta statunitense Ezra Pound saprebbe benissimo, almeno, il contesto storico in cui Mussolini potè incontrare qualcuno e quando non potè più farlo. Giusto? Magari. La concorrente, sicura come il sole, dice: “1964”. In quel momento molti avrebbero voluto entrare non tanto nella testa della concorrente ma in quella del conduttore che ci metteva la faccia. La cui trasmissione sdoganava esempi di questo tipo. Ma Carlo Conti, stoicamente, fa un ghigno, guarda ancora in camera e, ironico, cerca di chiudere la questione. E la puntata. “Io farei un ripassino di storia, ma leggero eh”.
La puntata si chiude, ma con la concorrente, che ha appena messo in imbarazzo il sistema scolastico italiano, che non ci sta. Sorridente, dice: “Hai beccato proprio le domande…”. Come per dire, “quelle più difficili.” Tutto il resto è storia.