Tra i grandi personaggi dello spettacolo italiano che hanno caratterizzato soprattutto il periodo che va tra la fine degli anni ‘70 e gli anni ’80, spicca il nome di Athina Cenci nata in un’isola appartenente all’arcipelago greco del Dodecaneso il 13 marzo del 1946: 22 anni fa la storica componente dei ‘Giancattivi’ fu colpita da un aneurisma. Si è fatta apprezzare nelle vesti di attrice ma anche di cabarettista e conduttrice televisiva italiana. Riuscendo, peraltro, nel portare a casa due importanti premi del mondo cinematografico come il David di Donatello come miglior attrice non protagonista per il film Speriamo che sia femmina e Compagni di scuola.
Il progetto dei Giancattivi
Tornata in Italia con tutta la sua famiglia, si stabilisce a Prato e inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo fondando il celebre trio cabarettistico dei Giancattivi inizialmente formato da lei, Alessandro Benvenuti e Paolo Nativi. Successivamente questo progetto artistico vede l’ingresso e l’uscita di alcuni personaggi tra cui il più celebre è Francesco Nuti. È proprio con questa formazione che il trio riesce a raggiungere la fama a livello nazionale attraverso la partecipazione alla trasmissione Non Stop diretta da Enzo Trapani.
Nella quale c’erano tanti altri cabarettisti e artisti emergenti come Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo De Caro. Loro facevano parte del trio La smorfia, Zuzzurro e Gaspare, I Gatti di Vicolo Miracoli con Jerry Calà, Umberto Smaila, Franco Oppini e Ninì Salerno e senza dimenticare Carlo Verdone. Athina Cenci ebbe poi modo di esordire sul grande schermo proprio con la formazione dei Giancattivi nel 1981 con il film di genere commedia Ad ovest di Paperino. Peraltro diretto da Alessandro Benvenuti il quale si occupò anche del soggetto della sceneggiatura.
I principali film
Nel 1985 Athina Cenci continua a far parte del trio dei Giancattivi insieme ad Alessandro Benvenuti ma non c’è più Francesco Nuti. L’attore è sostituito da Daniele Trambusti. Questo è l’anno in cui c’è l’ultima collaborazione con la pellicola Era una notte buia e tempestosa. Sempre diretta da Alessandro Benvenuti e con soggetto stavolta scritto anche dalla Cenci e da Daniele Trambusti.
L’anno successivo la Cenci fuoriesce dal trio e viene scelta dal maestro Mario Monicelli per interpretare magnificamente il ruolo della domestica Fosca in Speriamo che sia femmina. Una performance artistica che le permetterà di ottenere il Davide di Donatello come migliore attrice non protagonista. Nello stesso anno fa parte del cast di Yuppies 2 per la regia di Enrico Oldoini interpretando una giovane attrice di nome Gina Maris. Anno 1987 altra collaborazione importante, questa volta con il regista Ettore Scola per il film cult La famiglia. Nel quale figurano nomi eccellenti come Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Massimo Dapporto, Fanny Ardant e Sergio Castellitto.
Il suo personaggio è quello di zia Margherita. Negli anni successivi lavora in tante pellicole che ottengono consenso al cinema. Tra cui Il volpone di Maurizio Ponzi, Casa mia casa mia diretto da Neri Parenti. Si ricorda anche Compagni di scuola per la regia di Carlo Verdone. E poi I giorni del commissario Ambrosio di Sergio Corbucci, Jack Frusciante è uscito dal gruppo e Ritorno a casa Gori.
I problemi di salute di Athina Cenci: l’aneurisma del 2001
La sua carriera è stata purtroppo messa in discussione nel settembre del 2001 quando viene colpita da una emorragia cerebrale che le imporrà una lunga assenza dalle scene. Di recente è ritornata e ha recitato in Quel genio del mio amico di Alessandro Sarti e Dio è in pausa pranzo di Michele Coppini.
“Nel 2001 sono stata colpita da un aneurisma cerebrale che mi ha causato la perdita dell’uso della parola per diverso tempo. Una sofferenza terribile per un’attrice come me. Fortunatamente, però, sono riuscita a superare questa situazione. Per un’attrice come me essere improvvisamente impossibilitati a parlare è stata una sofferenza, oltre che un sacrificio, enorme. L’incontro con il professor Perfetti e la sua logopedista Anna Maria Boniver, tuttavia, mi hanno dato la forza e la sicurezza di poter migliorare il mio stato di salute e superare gli ostacoli. Pian piano ho capito che potevo farcela e con grande forza di volontà sono riuscita a migliorare”.