Se fosse ancora vivo, oggi, Patrick Swayze compirebbe un’età importante: 70 anni. L’attore è entrato nel cuore dei telespettatori per le sue interpretazioni da sex symbol e da eroe romantico passando per il macho. Aveva la danza nel sangue. Iniziò prestissimo a praticarla, spinto dalla madre. Divenne subito un ballerino promettente. Un infortunio al college lo costrinse però a rivedere i propri piani per il futuro e scelse così di andarci piano con l’attività fisica e con le sue passioni per dedicarsi alla recitazione.

Si avvicinò a Hollywood quanto più possibile e riuscì pure ad entrarvici. Il resto è storia. Non è stato però tutto rose e fiori. La gloria aumentava sempre di più ma dopo la morte del padre iniziarono a comparire spaventosi demoni che lo avrebbero segnato a lungo. Riuscì ad uscirne solo grazie all’amore della moglie, la stessa accusata di presunti “maltrattamenti“. Non una vita facile ma sicuramente a 1.000 all’ora per Swayze.

L’attore, cantante e ballerino statunitense nacque il 18 agosto del 1952 a Houston, in Texas, negli Stati Uniti. Ha raggiunto la popolarità grazie principalmente a film come: “I ragazzi della 56ª strada“, del 1983; “Dirty Dancing – Balli proibiti“, del 1987, ove scrisse e compose la canzone “She’s Like the Wind“; “Il duro del Road House“, del 1989; “Ghost – Fantasma“, del 1990; “Point Break – Punto di rottura“, del 1991; “A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar“, del 1995; “Black Dog“, del 1998; “Donnie Darko“, del 2001.

La carriera di Patrick Swayze

La formazione

Attore di origini irlandesi e dell’Europa dell’Est, Patrick era parente alla lontana degli attori William Holden e Tom Hulce. Si appassionò presto alla danza classica e iniziò a prendere lezioni, spinto dalla madre. Non si curò dei compagnucci di scuola che lo deridevano, continuò gli studi e coltivò la sua passione diventando un promettente ballerino. Tra le altre discipline praticate spiccano il pattinaggio artistico, il Taekwondo e il football americano.

Proprio la passione per quest’ultimo sport gli procurò una seria lesione ad un ginocchio durante una partita alla Black Middle School dove studiava. Dopo il diploma alla Waltrip High School s’iscrisse al college che però non terminò. In quei due anni apprese anche la ginnastica. Dopo aver affinato gli studi a New York, presso le scuole di balletto Joffrey Ballet e Harkness Ballet, nel 1973 ottenne la prima apparizione professionale nel corpo di ballo per Disney on Parade, vestendo i panni del principe azzurro in Biancaneve.

Passò per Broadway e finì nella produzione originale del musical Grease nel 1975, dove si alternava con Richard Gere nel ruolo di Danny. L’infortunio al ginocchio subito al college tornò a creargli problemi con ulteriore aggravamento, date le lesioni riportate ai tendini ed ai legamenti. Fu costretto a sottoporsi a ben quattro operazioni ma, una volta guarito, decise di dedicarsi al cinema.

Il cinema

Scelse così di trasferirsi a Los Angeles per avvicinarsi quanto possibile a Hollywood. Inizialmente lavorava come commesso e operaio presso acciaierie e ditte di costruzioni. Riuscì ad apparire in uno spot per una marca di birra e, nel 1979, debuttò sul grande schermo con “Skatetown, U.S.A.“. Lavorò anche per la Tv, lo ricordiamo ne “La banda dei sette” che veniva trasmesso su Italia 1 a metà degli anni ’80. Al cinema recitò ne “I ragazzi della 56ª strada” lavorando con Tom Cruise, C. Thomas Howell, Matt Dillon, Emilio Estevez, Rob Lowe e Ralph Macchio.

Dopo aver preso parte in ruoli minori, ma in grandi film come “Staying Alive“, conobbe la vera popolarità attraverso il ruolo dell’eroe romantico Orry Main in “North and South“, serie televisiva americana. In “Dirty Dancing – Balli proibiti” ebbe l’occasione di unire la sua passione per la danza alla professione di attore e fu un successo strepitoso con incasso globale di 300 milioni di euro per la pellicola. L’interpretazione gli valse una candidatura al Golden Globe ma soprattutto spopolò il brano “She’s Like the Wind” di cui ne fu coautore con Stacy Widelitz. L’hit raggiunse un enorme livello di popolarità tanto che venne reinterpretata da diversi artisti, tra cui David Hasselhoff e Lumidee.

L’attore si dilettò in ruoli da “macho” in qualche film come “Il duro del Road House” per poi tornare alle interpretazioni romantiche. Dopo i rifiuti di Bruce Willis, Tom Cruise, Harrison Ford e tanti celebri nomi, Patrick Swayze interpretò Sam Wheat in “Ghost – Fantasma“, con Demi Moore e Whoopi Goldberg. Il film è diventato un cult e l’attore raggiunse nuovamente la popolarità mondiale. L’interpretazione gli valse un’altra candidatura ai Golden Globe. L’anno successivo, sulla scia del successo, Patrick proseguì a recitare con “Point Break – Punto di rottura“, insieme a Keanu Reeves, consacrando ulteriormente il suo status di celebrità e sex symbol. La rivista People lo elesse come “l’uomo più sexy del mondo” nel 1991.

Anni Novanta e Duemila

Negli anni Novanta l’attore scelse di interpretare ruoli inediti: come ne “La città della gioia“, interpretando un medico; “Pecos Bill – Una leggenda per amico“, interpretando un cowboy; “A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar“, interpretando la drag queen insieme a Wesley Snipes. Nel 1997 venne posta la sua stella nella Hollywood Walf of Fame, avvenne proprio nell’esatto giorno del 45° compleanno dell’attore. L’anno dopo cadde da cavallo durante le riprese del fillm “Black Dog” e finì per lesionarsi i tendini di una spalla, fratturandosi entrambe le gambe. Si riprese dopo mesi, mancando dalle scene per due anni.

Dagli anni Duemila Patrick Swayze cominciò a recitare in ruoli minori ed in film di minore impatto a parte “Donnie Darko“, dove interpretò un predicatore motivazionale che nascondeva il suo lato pedofilo nel privato. Apparve anche nel sequel di “Dirty Dancing“.

La tormentata vita privata di Patrick Swayze: moglie e figli

Patrick Swayze ha avuto un’educazione cattolica sebbene durante la vita si era avvicinato a diverse religioni come la fede Bahá’í e il Buddismo. L’attore si sposò il 12 giugno del 1975 con l’attrice e ballerina Lisa Niemi. Si erano conosciuti nella scuola di danza della madre. La coppia non ha mai avuto figli. Nel 1990 Lisa rimase incinta ma purtroppo scoprirono che il bambino era morto durante un’ecografia. I due tentarono anche di praticare la via dell’adozione ma senza successo.

Patrick Swayze ha avuto una vita piuttosto tormentata e ha conosciuto il mostro della droga e dell’alcol nei primi anni Ottanta dopo la scomparsa del padre, con il quale l’attore era profondamente legato. Perso il genitore, Patrick si rifugiò nell’alcol, nonostante provò invano la riabilitazione. Il successo di Dirty Dancing non fece che peggiorare la sua condizione e, incapace di gestire le luci della ribalta, l’attore introdusse il consumo della cocaina tra i suoi vizi.

Con la moglie Lisa Niemi

Patrick Swayze: dipendenze e incidente aereo

Patrick cambiò personalità, andando spesso in escandescenza al punto che a fine anni Ottanta distrusse la stanza d’albergo dove si trovava. “Il lato peggiore di lui veniva allo scoperto quando beveva – disse la moglie al sito internet PerezHilton – Assumeva un’altra personalità quando alzava troppo il gomito: era la persona più dolce del mondo, tranne quando aveva un drink tra le mani“.

A dicembre del 1994 l’attore perse anche la sorella Vicky, morta suicida. Soffriva di disturbi mentali e depressione, si tolse la vita con una overdose di analgesici. Il 1° giugno del 2000 Patrick Swayze rimase coinvolto in un incidente aereo con il suo bimotore Cessna 414A Chancellor marche N414PS. Il velivolo si schiantò contro un palo della luce, frantumandolo. Patrick ne uscì illeso ma impazzavano le voci che lo indicassero sotto effetto di sostanze mentre era ai comandi del bimotore.

Patrick Swayze: la diagnosi del cancro, età e causa della morte, i presunti “maltrattamenti” subiti dalla moglie durante la malattia, fratello, il ballo, NCIS, patrimonio, il film Ghost

A fine gennaio del 2008 l’attore ricevette la diagnosi del cancro al pancreas. Cominciò un altro calvario per per lui che fu immediatamente costretto a sottoporsi al trattamento chemioterapico. Il 6 gennaio dell’anno seguente venne ricoverato per 10 giorni dopo un’improvvisa polmonite. In quel periodo vennero diffuse false notizie che annunciavano la morte di Swayze. Fu lo stesso Patrick a smentire a più riprese, confermando la sua volontà di continuare a lottare e di non morire. Nell’aprile del 2009 vennero rilevate delle metastasi al fegato.

Patrick scelse di sottoporsi alla medicina sperimentale mentre parallelamente la stampa lo ritraeva in immagini dove appariva evidentemente deperito, arrivando a pesare solo 47 chili. Swayze ci lasciò il 14 settembre del 2009 a 57 anni. Il corpo venne cremato e le ceneri sparse nel suo ranch nel New Mexico.

I presunti “maltrattamenti

In onore di Whitney Houston, l’attore e sua moglie condivisero una danza in tv ai World Music Awards del 1994. Le immagini rivelano la sintonia, l’intesa e l’amore profondo della coppia.

A macchiare quella che sembra essere una meravigliosa storia d’amore tra Patrick Swayze e Lisa Niemi, furono le dichiarazioni della cameriera che lavorava in casa Swayze. Secondo la donna la moglie dell’attore avrebbe maltrattato il marito mentre questi era malato.

Secondo la donna di servizio si trattava di violenza fisica e psicologica. A far gelare il sangue è soprattutto il fatto che secondo le dichiarazioni Lisa non si fermò neanche quando l’attore era arrivato a pesare circa 50 chili. Altre fonti dissero che lo stato mentale della Niemi fosse condizionato dall’abuso di alcol e che i familiari di Patrick avessero accusato la moglie dell’attore.

Il fratello

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Don Swayze, fratello di Patrick, ha preso parte come guest star a NCIS nell’episodio “Peacekeeper“. Aveva già partecipato in un altro episodio della serie interpretando un ruolo differente, ovvero quello di Logan Clay. Don e Patrick erano molto legati e di recente il primo ha ammesso le dipendenze del fratello: “Mi turbava vedere che si stava facendo male in quel modo a causa delle sue dipendenze“. Don è stato affianco a Patrick fino all’ultimo giorno.

Patrimonio

Da quanto emerge l’attore aveva accumulato una grande fortuna possedendo un patrimonio netto di ben 40 milioni di dollari grazie ai suoi successi in carriera.

Ghost – Fantasma

Tra i grandi successi dell’attore è impossibile non menzionare la pellicola uscita nel 1990, ritenuta una delle più iconiche degli anni Novanta. Il film è stato poi riproposto più volte sul piccolo schermo e ha fatto appassionare e commuovere milioni di spettatori. La storia ruota attorno all’amore tra Molly, interpretata da Demi Moore, e Sam, appunto Swayze. Quest’ultimo muore dopo un tentativo di rapina ma l’amore con Molly proseguirà anche dopo…

Impossibile non citare anche la presenza di Whoopi Goldberg che interpreta Oda Mae Brown, ruolo che le valse l’Oscar e il Golden Globe come miglior attrice non protagonista. Il film inoltre vinse l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale. La pellicola portò a casa ben 506 milioni di dollari rispetto ai 22 milioni spesi per la realizzazione. Ghost è stato il film più prolifico della stagione cinematografica interessata.

Le curiosità sul film: la scelta dei due ruoli principali

  • Le prime candidate per il ruolo di Molly furono Nicole Kidman e Meg Ryan. Alla fine venne scelta Demi Moore che colpì particolarmente il regista, Jerry Zucker, per la sua capacità di piangere a comando.
  • Dopo aver scritturato Moore, Zucker prese un grande spavento quando, a poco tempo dall’inizio delle riprese, vide l’attrice con i capelli corti a caschetto. Quando era stata provinata e scritturata l’attrice aveva i capelli lunghi e non aveva avvisato del suo desiderio di modificare il proprio look. Dopo aver meditato sulla scelta della Moore, Zucker ammise che in realtà quel taglio caratterizzava perfettamente il suo personaggio.
  • Come abbiamo visto il ruolo per Ghost venne rifiutato da attori come Tom Cruise e Bruce Willis. Ma non solo. Rifiutarono la parte anche Johnny Depp, Kevin Bacon, Nicolas Cage, Kevin Costner, David Duchovny, Mel Gibson, Harrison Ford, Mickey Rourke, John Travolta ed altri celebri nomi. Tutti loro trovavano di cattivo gusto la parte di un fantasma. Il regista si convinse di Swayze quando lo provinò su insistenza del manager dell’attore. Al contrario lo sceneggiatore Bruce Joel Rubin aveva già fatto da tempo la sua scelta (Swayze). In particolare quando lo vide commuoversi per un’intervista che aveva rilasciato parlando del padre. Ebbe l’illuminazione e comprese che fosse l’attore giusto.
  • Tuttavia non fu semplice per Swayze che dichiarò a posteriori di aver interpretato il ruolo più complicato di tutta la sua carriera. Il motivo principale era dato dal fatto che doveva più “osservare” l’azione invece che “agire“.

L’iconica scena del vaso. Patrick Swayze non aveva dubbi: “La più sexy della mia vita…

  • Per la celebre scena in cui la coppia del film modella il vaso d’argilla, non ci fu preparazione. O meglio: non era previsto il crollo del vaso. I due attori improvvisarono tutto anche dopo l’imprevisto, realizzando una delle sequenze più iconiche della storia del cinema.
  • Demi Moore ci teneva che la scena fosse autentica quindi scelse di prendere lezioni, insieme al regista Zucker, per modellare vasi d’argilla, al fine di realizzare delle scene quanto più realistiche possibili.
  • Swayze dichiarò che la scena girata era stata la cosa più sexy che avesse mai fatto in un film.
  • Fu una scena talmente iconica che divenne oggetto di parodie come quella di “Una pallottola spuntata 1 e 1/2: l’odore della paura” con il compianto Leslie Nielsen.
  • Nelle scene in cui interpreta il fantasma, Swayze è stato costretto a masticare del ghiaccio per rendere invisibile il suo fiato.
  • L’appartamento in cui è ambientata la storia si trova a Soho, New York. Nel 2015 è stato messo in vendita per ben 10 milioni di dollari. Prezzo poi lievemente calato a 9 milioni.
  • Il ruolo di Oda Mae Brown, valso l’Oscar e il Golden Globe alla Goldberg, non era stato scritto per Whoopi. L’idea di scritturare l’attrice fu di Patrick Swayze, suo grande ammiratore. Riuscì a convincere i produttori. Eppure, nonostante ciò, la Whoopi andò comunque ad un passo dal non prendere parte alla pellicola perché non era convinta si trattasse di un ruolo che non macchiasse la sua carriera artistica. Venne provinata e quasi scritturata Jackée Harry prima che Whoopi ci ripensasse.
  • La sua parte inizialmente era pensata per quella di una vera sensitiva. Tuttavia i produttori corressero il tiro ipotizzando che il fatto che la Brown fosse una ciarlatana avrebbe divertito maggiormente gli spettatori. Il risultato è evidente.
  • I suoni malefici degli spiriti oscuri sono stati realizzati riproducendo i pianti dei bambini a velocità rallentata. E, a proposito degli spiriti oscuri del film, lo sceneggiatore Bruce Joel Rubin non apprezzava particolarmente l’idea che avessero sembianze umane, preferendogli delle semplici ombre oscure.
Carl Bruner interpretato da Tony Goldwin

Le difficoltà nella vita reale per Tony Goldwin, interprete di Carl, amico-nemico di Sam

  • Tony Goldwin interpreta Carl Bruner, collega e miglior amico di Sam, nel corso del film in realtà non si rivelerà tale. Ebbene, l’attore una volta non venne servito da una cameriera che, pur non ricollegando l’attore con il personaggio, sentiva di avere un pregresso odio verso la sua figura. Il volto di Goldwin le evocava emozioni negative. Una volta chiarito chi fosse si scusò con l’attore: “Sapevo di odiarti, ma non capivo perché…“.
  • Non è stato l’unico episodio difficile che Tony ha dovuto subire nel privato. Infatti l’attore ha rivelato di essere stato spesso bersaglio di aggressioni verbali pubbliche per aver cospirato di uccidere il protagonista del film. Riuscì a riscattarsi dopo aver doppiato Tarzan del 1999 nella versione Disney.
  • Swayze scelse di fare il film per “aggiornare” l’immagine che rischiava di essere associata ai soli film d’azione. La collega Demi Moore divenne l’attrice più pagata di Hollywood all’epoca.
  • Quando Sam dà l’addio a Molly dicendole di averla sempre amata, l’emozione di Patrick Swayze è autentica. L’attore pensò al padre, scomparso nel 1982, mancanza che lo sconvolse particolarmente come abbiamo visto.
  • L’ultima battuta di Sam ha avuto bisogno di mesi di studio da parte del regista e dello sceneggiatore Bruce Joel Rubin.
  • Proprio allo sceneggiatore venne l’idea per il film mentre guardava una produzione di Amleto.