Alfie Haaland contro i tifosi del Real Madrid: lancio di cibo e gestacci indirizzati ai tifosi di casa, poi il papà del campione viene allontanato dal personale di sicurezza

Hanno fatto il giro del web le immagini del papà di Haaland, il signor Alfie, che fa gestacci e lancia il cibo contro i tifosi della squadra avversaria, il Real Madrid, i quali intonano cori avversi al figlio. Come in una partita di seconda categoria. Come al campetto, per assistere alla partitella della domenica del figlio nelle juniores. Alfie si è fatto cacciare dalla tribuna vip del Santiago Bernabeu durante la gara d’andata della semifinale di Champions League disputata ieri sera.

Herling Haaland è uno dei giocatori più forti al mondo ed è tra i più chiacchierati. Il suo valore di mercato lievita di giornata in giornata grazie ai goal realizzati e al contributo che dà ad ogni partita al suo Manchester City. Ieri la squadra inglese ha pareggiato una gara difficile che si stava mettendo male in vista del ritorno, rimontando la squadra detentrice del titolo. Il pareggio di Kevin De Bruyne ha permesso ai citizens di tirare un sospiro di sollievo in vista del secondo round, che costringerà entrambe a fare la partita e non pone gli avversari in una posizione di vantaggio. Al contrario, l’1-1 in trasferta mette la situazione sui binari giusti per il norvegese e la sua squadra.

Il VIDEO

Compresa l’importanza del pareggio degli inglesi, e la tensione smorzata dopo il goal, il padre del campione si è sfogato esultando animatamente. Anche troppo: ha lanciato noccioline e altro cibo contro il pubblico spagnolo. Non solo: l’uomo ha fatto gestacci e ha provocato i madridisti mettendosi la mano all’orecchio, come a dire “non vi sento”. Ad un certo punto Alfie è stato allontanato dagli uomini della sicurezza del Santiago Bernabeu mentre i tifosi cantavano “fuori, fuori!”. Raggiunto dai giornalisti locali, Alfie ha spiegato cosa è accaduto. “Non erano felici del fatto che stavamo festeggiando il goal di De Bruyne, siamo stati costretti ad andare via”.

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