I tavoli sociali stanno prendendo sempre più piede in Italia e l’idea di “Tavolata” vuole unire la convivialità al Made in Italy, sfruttando le innumerevoli bellezze che l’Italia ha da offrire. Dai campi di grano, ai trabuchi del Gargano, dalle vette delle Dolomiti, al mare della Sardegna, per finire nei vigneti fiorentini, il progetto Nest chiamato Tavolata pur non essendo per tutti (i prezzi variano tra le 100 alle 300 euro a persona), è un’esperienza unica nel suo genere.
Maria Elena Fabbrini, fondatrice di Nest e del progetto Tavolata
La creatrice del progetto Tavolata è Maria Elena Fabbrini, 33enne con svariate esperienze nel mondo dell’ospitalità. Dopo oltre 10 anni passati all’estero, in cui la donna si è laureata in Hotel e Restaurant Administration in Svizzera, lavorato per Four Season, Mandarin Orient e Sketch, ha deciso di tornare in Italia, sicura di riuscire a sfondare con un’idea innovativa, unita alle bellezze della Penisola.
“Vivendo tanto tempo all’estero mi sono convinta dell’immenso potenziale che c’è in Italia. Nest è un marchio che racchiude oltre 250 tra ville e strutture ricettive in Italia di qualità, dall’agriturismo alla villa da 60.000 euro a settimana”. Dietro c’è un team che seleziona e gestisce le prenotazioni per le strutture. Per me non è un tour operator o un’agenzia di viaggi, per me si tratta di un marchio, di una comunità”.
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“Quando mi sento veramente bene? A una tavolata di amici”
Il progetto Tavolata ha unito a Nest l’idea di una ristorazione che fosse al 100% Made in Italy e che al buon cibo e ai posti bellissimi, aggiungesse un ingrediente fondamentale: la convivialità.
“Io stessa – racconta Fabbrini – mi sono fatta una domanda semplice: quando mi sento veramente bene? E la risposta è stata: a una tavolata di amici. Partecipavo a questi supper club all’estero, delle cene conviviali tra sconosciuti, e ho preso ispirazione. Ho creato così un format che inizialmente era di 16 persone, oggi ho deciso di ridurle a 10, massimo 12, affinché tutti possano socializzarle con gli altri, non solo con i propri vicini”.
Nessun dress code, e il menù viene svelato il giorno stesso
I clienti, che la donna definisce “amanti del design, dell’architettura e della buona cucina”, non hanno un dress code, poiché l’idea che il progetto Tavolata vuole perseguire, è quello di creare un’atmosfera conviviale e familiare, “devono sentirsi a casa”, dice Fabbrini. I partecipanti oltre a comunicare eventuali intolleranze e allergie, non dovranno fare nient’altro, oltre a presentarsi nel luogo di ritrovo, nel giorno prestabilito. Anche il menù resta segreto fino al giorno stesso, per aumentare l’effetto sorpresa. “Collaboriamo con chef che per noi sono una garanzia, come Jacopo Ticchi di Trattoria Da Lucio o Riccardo Gaspari del SanBrite. Certe volte ci sono delle cucine, talvolta una cucina mobile, oppure affittiamo noi tutta l’attrezzatura”.


