“Sai che tua mamma fa film di sesso?”: sono passati 31 anni da quando Basic Instinct dominava le scene ai botteghini dopo la sua uscita, gli stessi anni nei quali Sharon Stone ha tenuto nascosto in gran segreto di aver perso l’affidamento del figlio proprio a causa di quella pellicola.

L’attrice, oggi 64 anni, ha atteso quasi metà della sua stessa vita prima di tirare fuori l’argomento. Il film ha attirato molta attenzione su di sé già dalla data d’uscita. Controverso e ancora oggi dibattuto al punto che si fatica a mettere tutti d’accordo sul lavoro di Paul Verhoeven.

Tra le scene, è impossibile non citare quella divenuta un cult del cinema, quando Catherine Tramell accavalla le gambe in modo sensuale e senza indossare la biancheria intima. Una scena frutto di “inganno”, come dichiarato nel suo libro dall’attrice stessa. Ma, andiamo con ordine.

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Sharon Stone al Podcast “Table for Two” di Bruce Bozzi: “Ho perso la custodia di mio figlio, ho subito un abuso di potere”

Ospite del “Table for Two”, il podcast condotto da Bruce Bozzi, l’attrice ha rotto il silenzio e ha fatto la rivelazione shock. Nel 2004 ha divorziato dal marito Phil Bronstein, ovvero dodici anni dopo l’uscita di Basic Instinct nei cinema di tutto il mondo.

Ebbene, nonostante si trattasse del decennio seguente, la pellicola riuscì comunque ad influenzare la battaglia legale per la custodia del figlio. “Ho perso mio figlio. Il giudice ha chiesto al mio bambino, ancora piccolo: ‘Lo sai che tua madre fa film di sesso?‘. Capite? Io ho subito questo tipo di abuso da parte del sistema. Ero considerata quel tipo di genitore perché avevo fatto quel film”.

Quindi l’attacco alla generazione attuale, al cambio di passo del mondo. Un progressismo che non fa altro che aumentare e alimentare la reale presa di consapevolezza dell'”abuso subito”. Oggi – prosegue l’attrice – “le persone vanno in giro senza vestiti addosso sulla tv regolare e di me si sono visti sedici secondi di possibile nudità”. Si tratta di una ferita che non si rimarginerà mai. Sharon incalza: “Stiamo scherzando? Mi ha letteralmente spezzato il cuore”.

Le conseguenze sulla salute, con il ricovero in ospedale, e le accuse a Paul Verhoeven: “Sono stata ingannata dal regista di Basic Instinct”

Non finì lì, perché Sharon Stone, dopo aver perso la custodia del figlio a causa di “Basic Instinct”, stette talmente male da finire ricoverata in ospedale per via dei battiti cardiaci irregolari. Ma, ad oggi, per lei, il danno fisico è nulla in confronto a quello morale, probabilmente incolmabile. D’altronde, quel film, per la Stone partì subito male.

Sì, i guadagni. Sì, il successo. Ma a quale prezzo? Quello dell’inganno. Almeno secondo quanto dichiarato nel libro “The Beauty of Living Twice”, ove l’attrice spiega che il regista Paul Verhoeven, nella famosissima scena in cui accavalla le gambe, le disse di togliere la biancheria intima solo perché c’era un problema di luci.

La presunta “scusa” del regista olandese sarebbe stata quella di tentare di rimuovere il riflesso della luce sul bianco delle mutandine dell’attrice. Sharon ha girato quella scena con le parti intime in mostra. Questo le è costato l’affidamento del figlio. Poi, come se non bastasse, un altro colpo al cuore dell’attrice sempre dallo stesso film capitò in quella che avrebbe dovuto rivelarsi una serata di gloria. Esattamente la notte in cui fu candidata ai Golden Globes del 1993, nomina che fece scatenare l’ironia di molti attori e che provocò in lei un disagio paralizzante.

“Mi sono sentita umiliata”, ha proseguito nel podcast ricordando quella serata. Poi, ha rilanciato: “Avete idea di come sia stato difficile interpretare quel ruolo? Quanto è stato straziante e spaventoso?”. Domanda retorica, ovviamente. Sharon era una furia, sarebbe anche stato difficile e superfluo intervenire durante lo sfogo.

Poi ha fatto un “elenco” degli aspetti che le hanno causato lo stress a cui è stata sottoposta in quel periodo: “Provate a immaginare cosa voglia dire cercare di portare avanti questo film complesso che stava infrangendo tutti gli schemi, contro il quale, oltretutto, chiunque protestava. Cosa volesse dire gestire la pressione. I provini sono durati nove mesi. L’hanno offerto a tredici altre persone e ora loro ridevano di me? Volevo solo strisciare in un buco”.

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