Nel filmato di TikTok, la giovane Silvia si rivolge direttamente a Taylor Swift dopo i vani tentativi di acquistare un biglietto per il concerto che si terrà l’estate prossima

Il toccante appello di Silvia Stoyanova arriva a centinaia di migliaia di smartphone su TikTok: il concerto di Taylor Swift le costa 300€, che paga, ma purtroppo si ritroverà costretta a non prenderne parte perché i posti per persone disabili sono andati esauriti in pochissimo tempo. Ma attenzione perché non finisce qui, è solo il titolo della storia, che ci ha tenuto lei stessa a raccontare nel video che vedete qui di lato. E prorio in quel filmato, attraverso un accorato appello social, la giovane cerca di richiamare l’attenzione dell’artista grazie al movimento di massa mosso con gli utenti che si sono imbattuti nel video.

Leggi anche: Fenomeno “Taylor Swift”: ecco a quanto ammonterebbe il suo patrimonio

La triste storia di Silvia e le risposte dell’agenzia

Quando ha deciso di prendere il biglietto, le è stato detto che quelli per le persone disabili sarebbero stati venduti una volta esaurita la vendita su Ticketone. Tuttavia, poi, si è vista respingere il suo desiderio: “Non rientri tra le persone selezionate”, parola dell’agenzia. “Sono biglietti riservati a chi non ha problemi motori”, osservazione che trova l’immediata replica della 35enne. “Come se noi disabili appartenessimo a una categoria di serie B”.

Ma Silvia non si è data per vinta e ha acquistato il biglietto per la zona Vip, ecco spiegati i 300 euro di prezzo. “Almeno ero sicura che fosse una zona accessibile per la sedia a rotelle, in quanto priva di gradini”, specifica. Valutazione sbagliata, però, perché l’agenzia le ha comunicato la sua esclusione: “Seduta sulla sedia a rotelle non puoi partecipare”, si sarebbe sentita dire.

Adesso la giovane ha deciso di aprire una petizione online su Change.org, che ha già raccolto quasi 35mila firme al grido di “una pedana aggiuntiva allo stadio S. Siro per il 13 e il 14 luglio 2024”, date del concerto in programma la prossima estate. Lei spera che tutti i condizionali usati dall’agenzia “si trasformino in qualcosa di concreto”. Tra questi, ci sono: “Se qualcuno decidesse di non partecipare più”; “se i posti disabili dovessero aumentare”; ed ancora e ancora. Promesse su promesse, come quella che si è sentita dire mentre eseguiva pazientemente la meccanica e poco chiara procedura tradizionale, dovendo poi virare sulla zona vip.

Continua a leggere su Chronist.it