Site icon Chronist

Educatore cacciato perché gay: la parrocchia lo ritiene inadatto a stare con i bimbi.

Sarebbero dovuto iniziare in questi giorni le attività del centro estivo di una parrocchia di Cesena, invece, all’improvviso tutte le attività sono state sospese. Il motivo? L’unico educatore maggiorenne del centro è stato cacciato perché gay. Il parroco ha ritenuto inadatto il ragazzo per via del suo orientamento sessuale. Il sindaco Lattuca: “Pensavo che il medioevo fosse ormai alle spalle”.

Potrebbe interessarti anche: 20enne aggredito per omofobia: picchiata anche una sua amica

Il 18enne aveva postato sui social una foto in cui si baciava con un altro ragazzo: la parrocchia lo scopre e lo caccia

Il ragazzo nei giorni scorsi aveva pubblicato sui social una foto che lo ritraeva durante lo scambio di un bacio con un altro ragazzo. La cosa a quanto pare non è proprio andata giù alla parrocchia, che ha deciso di sospendere il ragazzo per via del suo orientamento sessuale. Il gruppo di ragazzi che formava la squadra del centro estivo aveva come unico maggiorenne proprio l’educatore cacciato perché gay.

Il 18enne oltre a essere educatore era anche coordinatore del centro e infatti gli era stato proposto di rimanere nello staff solo nelle vesti di coordinatore. Il ragazzo però, non ha acconsentito e di conseguenza tutto l’intero programma del centro è andato a rotoli.

In merito all’educatore cacciato perché gay, anche il sindaco di Cesena si è espresso, condannando con fermezza la decisione della parrocchia

L’annuncio alle famiglie, che tra l’altro avevano già incontrato tutto lo staff, è avvenuto all’improvviso, lo scorso 12 giugno. Il passo indietro del ragazzo, considerato inadatto a stare insieme ai bambini per via del suo orientamento sessuale, ha costretto decine di famiglie a trovare una soluzione alternativa.

A proposito dell’educatore cacciato perché gay, ha detto la sua anche il sindaco di Cesena Enzo Lattuca.

Pensavo che il Medioevo fosse ormai alle nostre spalle e che episodi di discriminazione come questo, inaccettabili, fossero estranei alla nostra città. Evidentemente mi sbagliavo”.

Continua a leggere su Chronist.it

Exit mobile version