La 38enne condannata all’ergastolo avrebbe fatto richiesta per poter dedicarsi alla palestra

È finito lo sciopero della fame intrapreso da Alessia Pifferi, la 38enne condannata all’ergastolo per l’omicidio volontario pluriaggravato della figlia Diana. La donna, attualmente detenuta nel carcere di San Vittore e lunedì 20 maggio aveva preso la decisione di smettere di alimentarsi, comunicato il giorno successivo dall’avvocata Alessia Pontenani: “Sta malissimo, è distrutta. Non fa altro che piangere” – aveva spiegato. A pochi giorni di distanza dalla decisione, secondo quanto riportato da “Quarto Grado”, Alessia Pifferi avrebbe fatto richiesta per potersi dedicare alla palestra un’ora al giorno.

Alessia Pifferi interrompe lo sciopero della fame: “È sola al mondo”

Dopo aver ottenuto il permesso di allenarsi, la donna avrebbe ripreso ad alimentarsi per potersi dedicare all’attività fisica con il necessario sostentamento. Secondo alcune relazioni interne citate dal programma di Rete 4, Alessia Pifferi è stata sottoposta di recente a una visita psicologica che non avrebbe evidenziato in lei uno stato “anti conservativo”, né ravvisato “pentimento“.  Inoltre, una delle psicologhe che assistono Alessia Pifferi in carcere ha dichiarato che la 38enne “non è in grado di pensare a uno sciopero della fame, ma che si trovi in una situazione depressiva e reattiva di fronte a un processo per lei pesante sotto tutti i punti di vista. Con questo processo lei ha capito di essere sola al mondo e che quella bambina era forse l’unica persona che avrebbe potuto starle vicino”.

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