Questa mattina si è svolto l’interrogatorio di garanzia dello youtuber 22enne Di Pietro, accusato di omicidio stradale del bimbo di 5 anni, Manuel Proietti
Arriva puntuale in aula Matteo Di Pietro, accusato di omicidio stradale aggravato del bimbo di 5 anni, Manuel Proietti, a bordo della Smart guidata da sua mamma e travolta dalla Lamborghini Urus guidata dal ragazzo: il ragazzo è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Ore 11, Di Pietro indossa abiti sobri, jeans e camicia. Durante l’interrogatorio, al 22enne sono state poste domande specifiche, in particolar modo collegate ai tre nodi chiave della dinamica della tragedia. Il limite di velocità (124 km/h su una strada dove non si potevano superare i 30), l’inquinamento delle prove (la telecamera nascosta dopo lo schianto), la richiesta degli amici a bordo di andare più piano (“glielo dicevamo”).
“Vorrei tornare indietro nel tempo e che tutto questo non fosse successo”, dice il ragazzo sui fatti dello scorso 14 giugno, davanti al gip Angela Girardi. “La mia vita è rovinata”. Da una testimonianza presa in esame nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, emerge che gli amici a bordo del suv chiedevano “di andare più piano”. “Gli abbiamo detto più volte di rallentare”. Inoltre, Matteo era conscio “di essere ripreso, ma non interagiva con la telecamera”.
La ricostruzione della dinamica dell’incidente: Tragedia Casal Palocco: “La Lamborghini di Di Pietro andava a 124 km/h”
Le parole dell’avvocata di Di Pietro
Subito dopo l’interrogatorio di garanzia avvenuto questa mattina a partire dalle ore 11, l’avvocata Antonella Benvenuti, legale di Di Pietro, ha commentato la situazione. “Questa è una tragedia per tutti – ha detto – Il mio assistito è distrutto così come la famiglia di Manuel: sono due famiglie distrutte”. I prossimi passi per il 22enne saranno quelli di attendere “l’esito delle consulenze tecniche disposte dalla Procura sui dispositivi sequestrati e sulla velocità del Suv”.
