Gli abusi si sono verificati nel giro di pochi mesi: tra le vittime anche una 17enne
Un giovane di 20 anni di nazionalità tunisina è finito in carcere perché gravemente indiziato di aver violentato almeno cinque ragazze in pochi mesi, tutte nella zona della stazione di Padova.
Le indagini sono partite grazie alla denuncia anonima di una delle vittime, ma in un secondo momento sono arrivate alla questura anche altre segnalazioni di analoghe, tra cui quella di una ragazza di soli 17 anni. Inoltre, l’indagato era già destinatario di un provvedimento del questore che gli impediva l’accesso alla zona della stazione. Nonostante ciò, il 20enne continuava a violare la misura a cui era stato sottoposto.
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Violenta almeno cinque ragazze in stazione: spunta un complice
Le accuse contro il giovane sono pesantissime: fra gli episodi più gravi spicca una violenza di gruppo consumata i primi giorni di maggio. A farne le spese era stata una ragazza che era in attesa di prendere un mezzo pubblico per raggiungere il proprio fidanzato. La giovane sarebbe stata attratta con l’inganno in una zona isolata e poi spinta su una aiuola e quindi costretta a subire palpeggiamenti e altri atti sessuali, sia dal giovane arrestato che da un suo complice, ancora non identificato.
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Il modus operandi dello stupratore
I carabinieri hanno ricostruito la dinamica degli abusi sessuali. Da quanto emerge dalle indagini, sembra che il modus operandi del giovane fosse sempre lo stesso: si fingeva amichevole e attraeva le vittime offrendo loro da bere. Tuttavia, la sua era una trappola.
Addirittura, in alcuni casi, avrebbe seguito alcune ragazze fino a casa, come testimoniano le telecamere cittadine.
Mentre in altre circostanze, il giovane sarebbe riuscito a sfuggire all’arresto dichiarandosi minorenne ai pubblici ufficiali che lo avevano identificato. Tuttavia, una certificazione relativa alla radiografia ossea disposta dalla questura lo ha incastrato.
Dunque, il 20enne è stato arrestato per effetto di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dalla procura e accolta dal Gip.
