Giallo a Sant’Antimo, provincia di Napoli: due cognati sono stati trovati morti, uccisi da colpi di arma da fuoco. Si tratta del 29enne Luigi Cammisa e Maria Brigida Pesacane, di soli 24 anni: probabile duplice omicidio. Sospetti sul suocero
Tragedia a Sant’Antimo, comune di circa 30mila abitanti alle porte di Napoli, dove due cognati di 29 e 24 anni sono stati trovati morti, assassinati da colpi di arma da fuoco: secondo le prime informazioni, potrebbe trattarsi di un macabro duplice omicidio.
Questa mattina, giovedì 8 giugno, le forze dell’ordine sono intervenute in Piazza Sant’Antonio: a terra c’era il cadavere di un uomo, il 29enne Luigi Cammisa.
Proprio in quegli istanti, i carabinieri hanno trovato il cadavere di una donna, Maria Brigida Pisacane, 24 anni: la vittima era la cognata dell’altro uomo ucciso.
Il corpo senza vita della giovane è stato rinvenuto all’interno di un appartamento di via Caruso.
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Cognati uccisi da colpi di arma da fuoco
Gli inquirenti stanno cercando di comprendere cosa sia accaduto: le indagini sono appena iniziate. Secondo le prime informazioni, potrebbe trattarsi di un duplice omicidio: sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Giugliano di Napoli e del nucleo investigativo di Caserta, che hanno delimitato l’area.
Il corpo di Luigi, riverso in strada, è stato coperto con un telo termico e poi portato via dal carro funebre. Mentre il cadavere di Maria Brigida è stato trovato all’interno dell’appartamento, nel quale la Scientifica sta effettuando tutti i rilievi del caso.
Intanto, in strada, amici e familiari delle vittime lanciano grida di dolore, sconvolti per quanto accaduto.
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I sospetti sul suocero: delitto passionale?
Intanto, il pm della Procura della Repubblica di Napoli Nord Aversa, Alberto Della Valle è giunto sul luogo della tragedia.
Secondo i militari, l’assassino sarebbe in fuga: dunque è stato richiesto anche l’intervento dell’elicottero per scandagliare la zona circostante.
Inoltre, gli investigatori vogliono far luce anche sul movente di quello che sembrerebbe un duplice efferato delitto.
Secondo una prima ipotesi, la strage potrebbe essere maturata in ambito familiare.
Infatti, secondo quanto riporta TelclubItalia, gli inquirenti sospetterebbero che a commettere il crimine sia stato il suocero, Raffaele Caiazzo, padre della moglie di Cammisa.
Alla base dell’esecuzione motivi passionali ancora da definire.
In ogni caso, si tratta soltanto di ipotesi, che potrebbero essere confermate o smentite nelle prossime ore.