Anno 1956, Totò e Peppino si imbattono in un trattore acquistato dal primo. Ai botteghini italiani fa capolino un vero capolavoro del genere commedia all’italiana. Totò e Peppino De Filippo di nuovo insieme nella pellicola Totò, Peppino e la malafemmina. Gli sketch e le battute di questo film sono ammirati e costantemente rivisti da intere generazioni come nel caso della straordinaria lettera che il duo compito napoletano improvvisa per far presente alla fidanzata del nipote di non distrarlo dagli studi. Di belle e divertenti scene in questo lavoro cinematografico ce ne sono tantissime. Ve ne vogliamo ricordare una che stuzzica particolarmente. Per la cronaca la regia è di Camillo Mastrocinque e il soggetto è stato scritto da Nicola Manzari per una produzione firmata da Dino De Laurentiis.
L’acquisto del trattore di Totò e Peppino nella fattoria Caponi
Antonio Caponi (Totò) fa “una bella sorpresa” al fratello Peppino (Peppino De Filippo). Tutto fiero gli mostra l’acquisto di un trattore di ultima generazione. Antonio mentre glielo indica esclama estasiato “Ehhh.. guarda che roba!” ma Peppino bada al sodo “E quanto l’hai pagato questo?” e lui risponde “Due milioni e mezzo”. Peppino sente puzza di bruciato e lo incalza con una serie di domande “E chi t’ha dato i soldi?” e Antonio “Lascia perdere” ma lui insiste “Come lascia perdere” e ancora Antonio “Lascia perdere.. lascia perdere (dandogli delle pacche sulla spalla)” e Peppino non ci sta “Ma che lascio perdere!” con Antonio che prova a tergiversare “Ahhhh.. vogliamo perdere tempo?!”.
Il fratello non si da per vinto “E perdiamo tempo, io voglio sapere chi ti ha dato i soldi” e finalmente arriva l’ammissione “Ho venduto tre pariglie di buoi.. va bene?” e Peppino ricomincia “Quali buoi?” ma Antonio “Sono affari che non ti riguardano”, ancora Peppino “No, sono affari che mi riguardano, credo che mi riguardano… quali buoi?” e Antonio quasi scocciato “Mmmhh… uffff… i tuoi”. Peppino si arrabbia “Ecco… (farfuglia qualcosa e gli tira la giacchetta)” ma è pronta la reazione di Antonio “Stai giù con le mani” e quella di Peppino “Stai fermo… siamo fratelli, hai capito?!” con Antonio che ci tiene a precisare “Io sono il maggiore”.
“Donne e buoi dei paesi tuoi”
Peppino non riesce a farsene una ragione “E tu vai a vendere i buoi per comprare questo carro armato?!” ma Antonio si difende giustificando il suo acquisto alla sua maniera “Come si dice?! Donne e buoi dei paesi tuoi.. carro armato questo qui me lo chiami?! Questo è un gioiello di meccanica..Ma dimmi una cosa, ragioniamo.. ma Mezzacapo (il loro vicino che vedono come un avversario) è antipatico solo a me?” e Peppino “E’ antipatico anche a me ma i buoi mi erano simpatici ecco.. ma che significa tutto questo?” con Antonio che prova a illuminarlo.
“Significa che quando Mezzacapo vedrà che noi abbiamo il trattore.. crepa dall’invidia”. Peppino ci ragiona su ma non riesce a farsene una ragione “Intanto le bestie non ci sono più” e non manca la replica “E ti avvilisci? Ci sei rimasto te.. biforco.. già, io vado a parlare con te di civiltà.. questa (indicando il trattore) è civiltà, è progresso”.
I due fratelli montano sul trattore per provarlo nonostante non abbiamo la benché minima di come lo si possa guidare e in effetti riusciranno nell’intento di far arrabbiare Mezzacapo ma soltanto perché sfondano un muro della sua proprietà.
