La storia del mondo dello spettacolo italiano è stata scandita da incredibili favole, grandi emozioni e passione ed eventi entrati di diritto nella storia nostrana. Purtroppo ci sono state anche delle situazioni drammatiche come l’incidente di cui fu vittima Mario Bonavolontà meglio conosciuto con lo pseudonimo di Mario Riva. Un conduttore televisivo e attore italiano che si è fatto apprezzare soprattutto durante gli anni ‘50 ottenendo una popolarità davvero straordinaria. La sua carriera, purtroppo, venne spezzata per sempre da un tragico incidente avvenuto proprio mentre era in scena all’Arena di Verona per condurre Il Musichiere.
La carriera di Mario Riva
Mario Riva è uno dei più importanti personaggi del mondo dello spettacolo della prima metà del Novecento. È nato a Roma il 26 gennaio del 1913 da un compositore napoletano, Giuseppe Bonavolontà, che si era trasferito per motivi di lavoro nella capitale. Nonostante i primi passi li abbia mossi come attore di varietà, di commedia musicale e cinema, fu molto conosciuto ed apprezzato per essere stato uno dei grandi pionieri della televisione italiana. La sua epopea artistica iniziò durante la Seconda Guerra Mondiale preparando e confezionando spettacoli per le truppe.
Durante questo periodo fece la conoscenza di un altro grande artista come Riccardo Billi con il quale fondò un divertente Duo. Nel 1949, dopo diversi anni di teatro, gli venne affidato un programma radiofonico intitolato Oplà poi lasciato in eredità a l’esordiente Corrado. Sono gli anni ’50 il periodo magico di Mario Riva che conduce alcuni dei più importanti programmi televisivi dell’epoca come Il Musichiere di cui peraltro interpretò la sigla Domenica è sempre domenica mentre sul grande schermo recita in oltre 50 pellicole al fianco di eccezionali attori come Totò, Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Walter Chiari e tanti altri ancora.
La drammatica morte in palcoscenico
Siamo nel 1960 e la carriera di Mario Riva è certamente nel suo periodo migliore. Il 21 agosto stava conducendo la serata finale de Il festival de Il Musichiere in un contesto straordinario come L’Arena di Verona. Purtroppo il presentatore percorrendo una praticabile che si trovava nel retroscena del palcoscenico, inciampò nell’oscurità e precipitò dall’altezza di 3 metri. In quell’incidente riportò la frattura della sesta vertebra dorsale, della quarta e quinta costola di destra nonché della quinta costola di sinistra. Inoltre, emersero ulteriori problematiche come una sospetta fattura dello scafoide carpale destro e una ferita al cuoio capelluto.
Fu prontamente soccorso e ricoverato in ospedale per essere sottoposto a cure urgenti. Purtroppo tutto questo non salvò la vita a Mario Riva che si spense prematuramente il primo settembre di quel 1960 anche in ragione di sopravvenute complicazioni polmonari e cardiache. Al suo funerale, celebrato presso la basilica del Sacro Cuore immacolato di Maria a Roma, parteciparono circa 250.000 persone. Inoltre la bara fu portata dai soldati del corpo dei Bersaglieri in quanto Mario Riva, durante il secondo conflitto mondiale, era stato di stanza nella città croata di Zara.