Non riesce a mantenere la famiglia, nonostante un buon lavoro, gli straordinari del marito e l’accortezza maniacale nella gestione del denaro: “Sono stressata, non ce la faccio più”

Arriva forte lo sfogo di una giovane madre su TikTok: piange, si dispera, non riesce a mantenere la famiglia nonostante non abbia disatteso le aspettative dovute alla pressione sociale, a quella familiare e quella che ci fanno passare continuamente i media ad ogni comunicazione vicina al mostrarci (da qualsivoglia angolazione) l’ideale perfetto di essere umano. Mackenzie ci ha creduto, ha seguito quella strada, ritrovandosi con il cosiddetto pugno di mosche in mano. La sua è la voce del popolo, che tuona forte oggi che la crisi economica ha raggiunto livelli allarmanti. Non basta più seguire l’iter esatto che, sulla carta, dovrebbe garantire un buon futuro: arrivati alla soglia del traguardo, i giovani scoprono di dover ricominciare tutto dall’inizio, talvolta trovandosi davanti a mondi nuovi, che quasi cancellano nozioni apprese per decenni. Non si può generalizzare, e ci mancherebbe, altrimenti il mondo sarebbe alla deriva.

Questo è il riassunto del pensiero di Mackenzie, che in realtà si fa portavoce di molte altre persone che non sono rimaste indifferenti davanti al filmato. Quasi 120mila like e vicini ai 20mila commenti, i filmati della giovane stanno spopolando sulla piattaforma cinese. “Sono così stressata. Non dovrebbe andare in questo modo”. Lo stipendio c’è, ma è quasi inesistente, soprattutto quando ci sono tante spese da sostenere e il costo della vita non sembra affatto diminuire, tutt’altro. “Appena arrivano, i soldi scompaiono. E non perché si vuol fare la bella vita, ma per pagare le spese essenziali”.

“Il mio conto è in rosso solo per fare la spesa!”

Lavorare per sopravvivere, nonostante gli studi e il duro lavoro. E guai se accade l’imprevisto: una lavatrice da cambiare, un guasto all’auto o un tubo idraulico da sistemare. “Non riesco a mettere da parte niente, non si può vivere così”. Eppure il suo lavoro è più che rispettabile: Mackenzie è un’infermiera full time e il marito è un uomo dedito al lavoro, spesso costretto agli straordinari. Ma i conti non quadrano a fine mese. “Non capisco dove ho sbagliato – prosegue nello sfogo -. Crescendo ci hanno detto cose del tipo ‘vai all’università, prendi una laurea così puoi lavorare e supportare la tua famiglia’. Eccoci qui. L’ho fatto. E adesso?”.

Ha l’impressione di essere rimasta “fregata”, di “aver perso tempo”, temendo di ritrovarsi a subire lo stesso destino di chi ha mollato prima gli studi, che al contrario suo potrebbe addirittura vivere una condizione migliore essendo riuscito a mettere da parte un gruzzoletto in periodi in cui il potere d’acquisto non aveva raggiunto ancora livelli così critici. Il pensiero ricorrente di dover inventare stratagemmi per arrivare alla fine del mese è insopportabile. “Ero convinta che, una volta entrata nel mondo del lavoro, le cose sarebbero cambiate. Non è così. Pensavo che non avremmo dovuto controllare la disponibilità sul conto se i figli ci chiedono di andare al cinema una sera”. Poi l’osservazione finale, che sa quasi di rassegnazione: “Non ho mai avuto debiti prima d’ora e ultimamente il mio conto è in rosso perché ho fatto la spesa. Il mio stipendio è a sei cifre e anche io vivo di stipendio in stipendio. Ma com’è possibile? Non spendo per cose inutili, è deprimente”.

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