L’attore Paolo Calabresi, ospite alla trasmissione “Oggi è un altro giorno”, ha raccontato i dettagli di quando si finse Nicolas Cage con aneddoti davvero niente male. Sembra l’inizio di una barzelletta: c’è l’attore, il sosia e i calciatori. “Mi era capitata l’occasione di vedere la partita della Roma”, così Paolo raccontando l’episodio. Paolo è noto essere un tifoso della Roma dove oltretutto ha giocato suo figlio, Arturo.

Paolo Calabresi e i dettagli di quella volta che si finse Nicolas Cage

Erano finiti i biglietti” ha detto, quindi scelse di trovare un furbo escamotage “per ottenerli ‘a scrocco’”. Decise di chiederli a nome del famoso attore americano Nicolas Cage. Tuttavia “non volevo fingermi lui”. Peccato, troppo tardi. Il Milanche ospitava la partita” fece partire una “macchina mediatica” al punto che Paolo fu costretto “ad andare fingendomi davvero Cage”.

L’equivoco dunque era scontato vista la netta somiglianza tra Paolo e Nicolas. Ormai la macchina mediatica era avviata, i giornali non facevano che annunciare la presenza di Cage, dunque Paolo non poteva esimersi. “Ricordo che quando arrivai allo stadio la televisione mi inquadrò” e fin qui tutto bene, se non fosse che annunciarono anche che “Nicolas Cage era arrivato”.

Vedi anche: “MA QUANTO COSTANO LE BANANE A PALERMO?”. COME JOHNNY STECCHINO: UN UOMO RAPINA UN FRUTTIVENDOLO RUBANDO UN CASCO DI BANANE

In quel momento l’attore ha compreso che non poteva davvero più tirarsi indietro “dovevo davvero fingere”. Entrato perfettamente nella parte ormai, “non so quanti autografi ho firmato quel giorno”. Paolo era in compagnia dei suoi amici che spacciò per guardie del corpo personali. Ci prese gusto e non si limitò a questo. Provò a tirare ben bene la corda che non si spezzò.

Già che c’ero”, ha detto “ho pensato di sfruttare la situazione fino in fondo” e così chiese di poter avere accesso diretto agli spogliatoi “per conoscere il capitano della Roma”. Probabilmente per molti è inutile dirlo, per molti altri è ancora lui il capitano, ma per dovere di cronaca precisiamo che il caposquadra del tempo era ancora Francesco Totti.

Mi aprì la porta Capello”, allenatore storico della Roma del tempo, capace di far vincere il terzo scudetto della storia della squadra giallorossa. L’allenatore “chiamò Totti che mi guardava come fossi una star, e io idem”.

Qualche giorno dopo “a Roma scoprirono l’inganno” così decisero di ospitare il buon Paolo a Trigoria, dove si allena la squadra capitolina. “Totti mi disse ‘infatti io me chiedevo, ma Nicolas Cage dice solo Yes, Yes, boh…”.

Ci riprovò Calabresi in occasione di una partita della Roma e si finse “accompagnatore di un nipote della dinastia dei Casiraghi”. Risultato? “Anche stavolta ci cascarono tutti” e l’attore non solo riuscì ad entrare negli spogliatoi ma ingannò di nuovo tutti a parte una persona.

Solo uno mi riconobbe”. E non parliamo di uno qualsiasi ma proprio di Francesco Totti. L’ex Capitano si avvicinò “e mi disse a bassa voce: ‘ao, ogni tanto lo voi paga’ er biglietto…”.