Dopo l’appello di qualche giorno fa da parte di Carlo Verdone, l’attrice Natasha Hovey si fa viva rispondendo al regista romano e ringraziandolo
La coprotagonista della storica commedia Acqua e Sapone, Natasha Hovey, risponde all’appello di qualche giorno fa di Carlo Verdone, ovvero colui che la diresse nell’omonimo film del 1983. Qualche giorno fa, infatti, l’attore e regista romano aveva pubblicato sui social un malinconico post in cui si chiedeva che fine avesse fatto l’ex attrice italoamericana che interpretò il ruolo di Sandy. I due avevano perso i contatti decenni fa.
Ci ha pensato, però, il Corriere della Sera a rintracciare e intervistare la Hovey che ora vive felicemente a Miami dopo aver passato anni in Francia per amore di suo marito, un medico reumatologo. “Eccomi, vivo a Miami”. Esordisce Natasha, che vive in Florida con suo figlio David, di 24 anni. “Una mia sorella vive accanto a me, l’altra in Oregon. Mio padre era di Boston, e io ho la doppia nazionalità. Con la mia famiglia però abbiamo scelto di vivere a Miami perché è più vicina al nostro spirito latino. Mi trovo bene, anche se è un posto de matti!”
“Dopo Acqua e Sapone e Compagni di scuola, girati con Carlo, e altri lavori per la Rai, alcuni sceneggiati, mi sono trasferita in Francia per amore di mio marito, con cui ho costruito la famiglia che ancora oggi è tutto per me. I miei si sono separati, volevo una vita diversa.”
Il suo nostalgico amore per il suo passato cinematografico, tuttavia, non può essere condiviso totalmente con la famiglia. “A volte ho provato con David a rivedere i film con me ragazzina protagonista, ma una pellicola come Acqua e sapone ha un umorismo che in Francia non è così immediato. Siamo diversi. Mio figlio poi parla poco l’italiano”.
La Hovey ricorda vividamente i suoi esordi come modella e i tempi in cui era una ragazza timidissima. Fino a quel famoso provino con un regista romano che stava andando tantissimo in quel periodo: Carlo Verdone. “Mamma per sbloccarmi mi iscrisse a una scuola di recitazione, e piano piano mi sciolsi. Quando feci il primo provino per Carlo Verdone ero già capace di recitare qualche battuta. Alla prima selezione gli diedi una mia foto in cui comparivo truccatissima per una rivista di abiti da sposa e fu in quel momento che scattò in lui la molla: incarnavo la perfetta donna-bambina. Mi disse poi di aver scritto la sceneggiatura tenendo davanti a sé quell’immagine. Quando mi presentai al secondo casting mi prese. Aveva già visto centinaia di ragazze anche nel nord Italia. In comune io e lui avevamo anche la scuola: il Nazareno, a Roma”.
Inoltre ricordando il periodo sul set puntualizza che, per il tema trattato, un film del genere difficilmente potrebbe essere girato al giorno d’oggi. Nella pellicola del 1983, infatti, Verdone interpretava un professore che si fingeva prete per lavorare e si innamorava perdutamente di una giovane ragazza. “Del set mi ricordo soprattutto le grandi risate. Si scherzava sempre. E in quell’occasione – ovvero la scena in cui i due si baciano ndr – c’erano attorno a noi decine di tecnici e operatori. Mia mamma sempre presente. Oggi non so se sarebbe possibile girare un film di quel genere. Ma non c’era malizia, in Acqua e Sapone. Solo tanta tenerezza”.
Nella vita di tutti i giorni Natasha si impegna ad aiutare, come volontaria, la folta comunità felina della zona. “La città è piena di gatti, molti dei quali non sterilizzati, che vivono in condizioni di estrema necessità (….) Così con altri volontari ci occupiamo del loro sostentamento”.
L’ex attrice ne approfitta anche per parlare del suo rapporto sempre vivo con l’Italia, dove torna due o tre volte l’anno. “Mia mamma la adora è si è stabilita a sud di Napoli. La prossima volta andrò a trovare anche Carlo. Intanto può stare sicuro che lo contatterò, privatamente. Dai social mi tengo alla larga: non ne ho bisogno. Se inizi a usarli non smetti più, come con il computer. Va bene così. Ma mi domando: come mai tutta questa attenzione per questo intervento così carino e elegante di Carlo a proposito di un film uscito 40 anni fa? Forse le persone hanno bisogno di leggerezza, con quel che succede nel mondo…Di serenità e di evasione”.
