Incredibile, ma vero: l’uomo che è entrato in un negozio, seminando il terrore e aggredendo una signora, una commerciante di Civita Castellana, era l’attore Can Yaman, in questi giorni impegnato con il set nel viterbese per la seconda stagione di Viola come il mare. Il belloccio attore turco, idolo delle amanti della sua fiction, oggi potrebbe essersi accaparrato qualche dissenso. Ma cosa è successo? “Sono stata sequestrata nel mio negozio, senza possibilità di ricevere clienti”, ha detto la signora al Messaggero, visibilmente scossa.
La ricostruzione
“Per passare il tempo avevo acceso la radio ed è arrivato lui a lamentarsi del volume troppo alto della musica”. Can era irritato perché il set era continuamente costretto ad interrompersi e la mattinata di lavoro stava diventando un inferno. Da quando sono cominciate le riprese lo scorso lunedì 4 settembre, tutta la zona è stata interdetta al traffico e i negozi chiusi. La commerciante però aveva deciso di aprire lo stesso. Tuttavia, la reazione di Can ha impaurito la donna, che spiega: “Era una furia, voleva avventarsi su di me. Lo hanno dovuto tenere in quattro, ho avuto paura. Ha dato anche un calcio ad una delle persone che lo stavano bloccando”. Insomma, lo scenario di una vera rissa, fortunatamente solo sfiorata grazie all’intervento di altre persone.
La donna che ha denunciato l’accaduto ha raccontato di essere entrata nel negozio alle 7 della mattina per pulire il locale. “Ma una volta dentro non potevo uscire, accogliere i clienti o ricevere i pacchi. In pratica ero sequestrata dentro. Ho acceso la radio, ma sono entrate due persone per chiedermi di spegnerla. E mentre spiegavo loro il mio punto di vista, è arrivato Can Yaman infuriato. Ho avuto paura”. Poi ricostruisce la situazione svelando un precedente: “Prima che fosse allestito il set, avevo spiegato della perdita economica, con il negozio chiuso, sia alla casa di produzione che al Comune, chiedendo un risarcimento del danno economico subito, con incassi giornalieri alla mano. Ma non mi hanno ascoltato”.
Secondo la donna, dopo aver minacciato di denunciare formalmente l’accaduto, le sarebbero stati offerti 600 euro, “che ho rifiutato”. L’avvocato Giuseppe Romano, legale della signora, riferisce: “Hanno cercato di tamponare l’aggressione con un risarcimento, non vogliamo speculare su quanto accaduto, ma non è stato organizzato tutto al meglio. La mia assistita si è sentita aggredita, anche se solo verbalmente. E a fine serata ha scoperto la porta danneggiata”.