Sandra Mondaini ci lasciava 13 anni fa e, forse, ne aveva anche voglia. Di andarsene. “Il mondo è alla deriva, non mi piace più” diceva poco prima di morire. Sandra è stata luce ed energia, la ricordiamo in particolar modo in coppia con l’inseparabile marito Raimondo Vianello. Ed insieme hanno fatto la storia della Tv italiana. Prima alla Rai, poi alla Mediaset. Sandra incarnava perfettamente lo spirito dell’eterna bambina allegra. Siamo di quella generazione in cui l’attore sapeva di entrare nelle case senza suonare il campanello, e quindi ci entrava con la cravatta e con garbo“.

La Mondaini è sempre stata una persona umile: “Trattava tutti sempre allo stesso modo“, hanno sempre detto di lei. Compresa la “tata” di “Casa Vianello“, interpretata da Giorgia Trasselli. Una carriera che non può prescindere dall’amore con il marito. Lei arrivava sul set completamente impreparata sul copionee Raimondo stava lì a spiegarle tutto…”. Era premurosa con lui e veniva ricambiata dal marito: quando le cose tra i due non andavano, bastava una carezza, un complimento. Si amavano molto. Eppure erano così opposti: Sandra amava stare in compagnia e odiava il fatto che Raimondo fosse un solitario, lei voleva incontrare la gente e far tardi la sera, Raimondo voleva star solo e leggere.

Sandra aveva il suo stile: “Sempre con tuta ma col tacco“. La comicità gliel’ha insegnata il papà. Quelle doti di far ridere “me le ha trasmesse lui“, il signor Giacinto Mondaini, pittore e umorista della rivista satirica “Il Bertoldo“.

Ho avuto un esaurimento nervoso perché non avevo una famiglia completa…”: il dolore di Sandra Mondaini per non aver mai avuto un figlio tutto suo

Sandra non ha mai nascosto il suo desiderio irrefrenabile di avere una famiglia completa. Con Raimondo adottarono i figli dei domestici filippini che lavoravano nella vera casa dei Vianello. “Preferisco star poco bene io che i bambini” disse a Don Mazzi nell’intervista per Oden Tv, poco prima di morire. “Ho voluto un bambino da sempre ma non ce l’ho con Dio. Non ero adatta apparentemente a fare la mamma, ma dentro lo volevo“. Lo voleva eccome la Mondaini: “Ho avuto un esaurimento nervoso perché non avevo una famiglia“.

Chiamò “un’agenzia” e chiese: “Voglio un bambino di 10 mesi, non troppo grande né troppo piccolo“. Lo trovò e lo adottò “senza averlo mai visto“. I figli di Edgar e Rosalie Magsino, i domestici filippini di Sandra e Raimondo, John Mark e Raimond, hanno ereditato la fortuna della celebre coppia della tv, compresa la loro casa dove ancora oggi vivono. “Non pensavo esistesse ancora gente così. I loro genitori sono buoni, bravi“.

Proprio i nipoti di Sandra hanno testimoniato a più riprese come in quella casa la presenza dell’amata coppia del piccolo schermo sia ancora viva. Spesso hanno dichiarato che avvengono episodi paranormali nell’abitazione come la Tv che si accende da sola o ospiti che intravedono sagome di “un uomo alto e senza capelli e una donna più bassina con i capelli a caschetto che si tengono per mano…”

“Sono stanca di vivere”

I pregi: “Sono buona, lascio perdere. Ma non so perdonare anche se nella vita ho perdonato tanto“. Don Mazzi, per Odeon Tv, le chiese che donna fosse: “Sono una donna semplice, perché devo vestirmi per forza in un certo modo, dandomi delle arie?“. Erano giorni in cui l’attrice era visibilmente affaticata e la velocità di pensiero ne risentiva, ma il cuore restava integro come sempre e colse l’occasione per manifestare un pensiero: “A volte non ne posso più e sono stanca di vivere“. Il mondo “non è più mio” e “non mi piace più dove sta andando“.

La carriera

Sandra a sei anni e mezzo apparve in qualità di piccola modella per una campagna contro la tubercolosi. Due anni dopo era sui francobolli e manifesti murali. D’altronde “chi va con lo zoppo impara a zoppicare“, disse riferendosi al papà. Lo raccontava a Don Mazzi in una delle ultime interviste rilasciate, nell’occasione per Odeon Tv. La mamma di Sandra era Giuseppina Lombardini.

Sandra Mondaini e la scuola: “Per me era arabo

La bella e simpatica Sandra frequentò il “Leonardo da Vinci” ma, come molti ragazzi dell’epoca, verso la metà degli anni Quaranta dovette andare a lavorare. Lei non voleva recitare: “Mio papà mi disse di andare a lavorare a 14 anni e sono andata a lavorare, avevo bisogno di soldi“. La scuola in realtà non le piaceva molto: “Entravo in classe e non capivo niente. Arabo. Avevo la testa vuota, imbambolata“.

Era la stessa maestra a perderci le speranze, pur riconoscendone le qualità, mancava il giusto atteggiamento per affrontare gli studi: “Questa bambina è intelligente se si applica ma, purtroppo, non capisce niente“. Lei ne parlava serenamente: “Se avessi studiato, sarei risultata una donna noiosa, petulante, presuntuosa, saccente. Sarebbe uscito fuori il peggio di me. Io sono molto colta, di vita“.

Gli inizi e la carriera di Sandra Mondaini

Sandra Mondaini scoprì presto la sua verve, poco tempo dopo essere stata costretta ad andare a lavorare: “Eravamo tre ragazze e feci una particina“. Aveva 18 anni, recitò con Tino Scotti e Franca Rame in “Ghe pensi mi“, al teatro Olimpia di Milano, per la regia di Marcello Marchesi. Eppure disse al regista: “Non scelga me, prenda qualcun altro“. Ma “non c’è stato niente da fare“. Lo sketch con Scotti “lo sento ancora mio” e da lì tutto cominciò. “Poi ci si abitua a tutto“.

Sandra, prima di apparire a teatro, lavorava come modella per “Mani di fata“, settimanale femminile dell’epoca e poi lavorò per il fotografo Elio Luxardo prima e per la Borsalino, nota casa di cappelli.Al cinema debuttò nel 1953 con “Attanasio cavallo Vanesio” di Camillo Mastrocinque. Parallelamente esordì anche in radio in “Occhio magico“, programma condotto da Nino Taranto. In quel periodo Sandra Mondaini diede vita al personaggio della terribile bambina che fece la sua fortuna anche in altre trasmissioni, compresa “Fortunatissimo“, con Mike Bongiorno. Lei fu la prima valletta del primo quiz della Tv, “Attenti al fiasco“, condotto da Dino Falconi.

Sandra si affermava come soubrette contemporaneamente capace di brillare nelle vesti di attrice. Prese parte a diversi film e trasmissioni come il varietà “Lui e lei“, ancora con Nino Taranto e con Delia Scala. Nel 1954 partecipò a programmi più popolari come anche “Settenote“. Quattro anni dopo conobbe Raimondo Vianello.

Lo sai che mi sono innamorato di te?

Si sposò con Raimondo, “l’unico di cui mi potevo fidare“. Un amore nato a cena, una sera, dopo il teatro. “Lo sai che mi sono innamorato di te?”, le disse Raimondo in modo estemporaneo, quasi nulla fosse, continuando poi a tagliare la milanese. “Tutto è cominciato così: eravamo a cena con tutta la compagnia, io ero fidanzata con Giuseppe Pederine, un produttore. Raimondo con Stella, una ballerina. Ci parlammo e davanti a una cotoletta, a un tratto mi disse: ‘Lo sai che mi sono innamorato di te?‘”. La Mondaini rispose: “Vai a farti benedire“. Allora un coming out di questo tipo era piuttosto insolito.

Era il 1958. “Dopo di ché si voltò verso Gino Bramieri e cominciò a parlare del più e del meno, come se non esistessi. Non abbiamo mai smesso di ridere, è il segreto per stare bene insieme: noi ridevamo delle stesse cose. Poi abbiamo portato il nostro modo di essere in televisione“. Dopo 4 anni convolarono a nozze, benedetti nella Chiesa di San Giovanni a Porta Latina a Roma dove si celebrò il matrimonio, con cronista esclusivo Maurizio Costanzo. Raimondo “non si è mai tirato indietro“.

Sandra la ricordiamo ancora al cinema sino agli anni sessanta come nel film “Le olimpiadi dei mariti” proprio con Vianello e Ugo Tognazzi e “Caccia al marito“, due film che le diedero molta visibilità. Mollò il cinema per dedicarsi prima al teatro come in “Un mandarino per Teo” di Garinei e Giovannini e poi alla televisione. Nel frattempo con Raimondo presentavano una rivista molto tradizionale, “Un juke box per Dracula“. Il primo vero successo sul piccolo schermo è del 1961 con “Canzonissima“, che Sandra condusse interpretando “i bambini terribili” con Paolo Poli (Filiberto e Arabella).

Nel 1961 riprese il feeling con il cinema ma l’anno seguente tornò a condurre “Canzonissima” senza chiudere definitivamente con il grande schermo. La ricordiamo in “La ragazza sotto il lenzuolo“, “Le magnifiche 7“, “Bellezze sulla spiaggia“, “Scandali al mare” e “Il giorno più corto“. Lavorò con l’umorista Marcello Marchesi e con il regista Marino Girolami, poi iniziò ad avvicinarsi professionalmente a Raimondo Vianello. Nel 1964 girava i primi sketch matrimoniali con Corrado che affiancava alla conduzione di “La trottola” e appariva come protagonista in “Cadavere per signora” di Mario Mattoli.

Gli anni Sessanta segnarono diversi successi per l’artista che si divideva tra le conduzioni televisive e i film per il grande schermo sino al 1966 dove con “Mi vedrai tornare” chiudeva una lunga parentesi cinematografica che avrebbe riaperto e poi richiuso definitivamente nel 1982 con il celebre “Sbirulino“. Nei primi anni Settanta la coppia con Raimondo era collaudata e i due spopolarono in show come “Sai che ti dico?“, protagonisti con Iva Zanicchi. Sandra conduceva anche “Gran varietà” in radio con Raffaella Carrà, Walter Chiari, Paolo Villaggio e Gino Bramieri.

Il passaggio a Fininvest

Con Raimondo li ricordiamo nei programmi “Tante scuse” e “Di nuovo tante scuse“, trasmissioni in cui Sandra confermava la sua poliedricità come attrice, presentatrice, cantante e ballerina. Con Raimondo mollarono per un po’ la Tv dedicandosi al varietà radiofonico per poi tornare sul piccolo schermo con “Noi…no!“, nel 1977, il primo programma a colori per la coppia. In “Io e la Befana” Sandra interpretava per la prima volta il clown Sbirulino, acclamatissimo dai bambini.

Nei primi anni Ottanta chiuse con la Rai dopo aver preso parte a “Domenica In” e dopo aver condotto con Raimondo “Stasera niente di nuovo“. Nel 1982 con Raimondo passò alle reti Fininvest spopolando con i programmi “Attenti a quei due” (1982), “Zig Zag” (1983-86), “Sandra e Raimondo Show” (1987) ma soprattutto “Casa Vianello” (con le varianti estive di Cascina Vianello del 1996 e I misteri di Cascina Vianello del 1997).

Sandra è stata testimonial pubblicitaria dei prodotti che apparivano negli sketch di “Carosello“. L’ultima avventura della coppia risale al 2008 con “Crociera Vianello“, Sandra Mondaini annunciò il ritiro dalle scene durante la presentazione del film rivelando anche di essere malata. Il 15 aprile del 2010 morì Raimondo, Sandra ci lasciò pochi mesi dopo, il 21 settembre.

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Al funerale di Mike Bongiorno

Sandra si è spenta a 79 anni. Il giorno che annunciò il ritiro dalle scene, profondamente commossa, svelò di aver avuto una diagnosi di vasculite (una malattia misteriosa, un’infiammazione dei muscoli per cui non si conosce cura) che la costrinse in sedia a rotelle. La morte del marito la provò particolarmente e la malattia si aggravò tanto che Sandra Mondaini fu ricoverata più volte presso l’ospedale San Raffaele di Milano e la casa di cura San Rossore di Pisa. Morì nella struttura ospedaliera milanese dopo dieci giorni di ricovero per insufficienza respiratoria.

Sandra superò già un tumore ai polmoni nel 1997. “Quando quel giorno del 1997 per un raffreddore banale e un po’ di febbre mi hanno diagnosticato il tumore, sono rimasta colpita, ma non mi sono sentita perduta – raccontò diversi anni fa al Corriere Del resto, tanti anni prima, quando certo non c’ erano le cure di adesso, Raimondo aveva avuto un tumore al rene ma ce l’ aveva fatta, aveva vinto, avevamo vinto“. I funerali si svolsero il 23 settembre presso la chiesa di Dio Padre a Milano 2.

Sandra era alta 1,57 m e pesava circa 50 chili. L’attrice indossava sempre gli occhiali perché soffriva la luce troppo forte. Gli stessi divennero un simbolo caratteristico del suo personaggio.

Potete leggere l’approfondimento su “Casa Vianello” qui: Casa Vianello: i battibecchi, le scaramucce e la quotidianità della coppia. Sandra e Raimondo: la loro vita nel privato

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