La ricostruzione originale del pornoattore sulla scena del sesso orale al cimitero in Supersex: “Non so cosa mi è successo”

Nella serie Supersex, Rocco Siffredi, interpretato da Alessandro Borghi, è al cimitero ed è confuso, affranto e addolorato dopo la morte di sua madre: “Non so cosa m’è successo”, una dichiarazione che ha sempre fatto quando già anni fa raccontò l’aneddoto in televisione, vale a dire l’episodio del sesso orale che però non è avvenuto davvero in un cimitero nella realtà. Borghi ha messo a nudo sé stesso e Rocco e il rapporto di sé con l’attore hard, tanto che il risultato è un’apprezzabilissima unione tra due personalità affini.

Il prodotto proposto da Netflix è di primissima qualità e l’estremo successo della serie ha attirato la curiosità attorno al vero Rocco, ed è bene precisarlo che Siffredi sia il vero, perché Borghi è stato talmente bravo da aver fuso sé stesso con il personaggio. Ma, come si sa, alcune scene vengono ricostruite non proprio fedelmente alla realtà, in alcune circostanze possono cambiare alcuni dettagli per questioni scenografiche o per altri motivi. Tra queste, rientra giustappunto la scena del sesso orale, talmente forte in quel contesto lì che ha incuriosito tantissimi spettatori della piattaforma di streaming statunitense.

Il racconto reale di Rocco Siffredi al Basement di Gianluca Gazzoli: “Mi sono vergognato come una m…”

Di passaggio al Basement di Gianluca Gazzoli, in occasione dell’intervista rilasciata al podcast, il pornoattore ha chiarito alcuni punti.

“Nella serie viene raffigurata nel cimitero, durante il funerale, in realtà è successo il giorno dopo. Io sto per andare via, l’amica di mia mamma mi chiama dalla finestra e mi invita a salire per salutarmi”.

Una volta in casa, “mi prende e mi fa sedere sulle sue gambe come un bambino”. Una scena tenera che un confuso, stralunato e distrutto Rocco ha tradotto istintivamente con il linguaggio del sesso, di quel suo “potere” tanto evidenziato nel corso della serie. Quel potere che all’inizio non sapeva gestire e che, quando ha imparato a farlo, ha addirittura ecceduto nella sua preparazione scenografica. Tanto che nello svolgimento dello show, ripetutamente il regista hard Schicchi lo accusa di essere una “bestia”, un “animale”. Peccato che non tutta la vita è un set, ecco perché alla fine “mi sono vergognato come una m…”. Proseguendo nel racconto ed entrando incredibilmente nei dettagli:

“Mi ricordo che mi cullava e mi diceva ‘bambino mio, Rocco, ti ho tenuto tra le braccia, ti ho visto nascere, non piangere’. Mentre succedeva tutto questo lei aveva queste tette in faccia a me, con le lacrime sul seno. Io mi ricordo che ero molto provato. Non so che mi è successo, non lo so. Mi sono alzato, avevo il ca**o durissimo. Gliel’ho appoggiato sulle labbra, non in bocca come si vede nella serie. Non è stato fatto nessun pomp***, niente. Ho fatto così e ho schizzato tutto in faccia”.

Al di là dello scenario, il contesto era corretto: la donna aveva davvero una settantina d’anni ed era amica di famiglia. Una cosa che non ha mai specificato, a parte i dettagli più intimi, è quanto successo dopo, visto che ogni volta che riprendeva questo aneddoto in tv veniva prontamente interrotto, e per risate, e per censura. “Dopo lei mi guardava per dire ‘non ti preoccupare, è tutto apposto’. Mi sono vergognato come una me***, l’ho rimesso dentro e sono uscito e lei mi ha salutato”. Fine della storia.

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