Il Washington Post, affidandosi a un’esperta, affronta la tematica dei messaggi vocali suggerendo alcuni consigli per evitare stress ai destinatari

In un lungo articolo il Washington Post, supervisionato dalla esperta di etichetta e scrittrice Lizzie Post, prende in esame un tema molto diffuso, e di cui si parla poco, ovvero quello dei messaggi vocali su Whatsapp. Con il 2024 orai alle porte, l’era digitale è sempre più nelle nostre vite e i metodi di comunicazione tra di noi attraverso chat e messaggistica istantanea sono oramai il nostro pane quotidiano. Specialmente per ciò che riguarda i messaggi vocali.

Secondo i dati, ogni giorno sulla famosa app color verde vengono inviati circa 200 milioni di messaggi vocali. Sono comodi, veloci, per chi li manda. Non c’è il bisogno di intrattenersi in botta e risposta scritto. Si parla al microfono qualche secondo con la semplicità di non dover fare un riassunto scritto di ciò che si pensa. Facile. Peccato però che secondo gli esperti il loro uso costante ed eccessivo può generare ansia e stress nei destinatari. Come detto, possono esser comodi per chi li invia ma molto spesso inaccessibili per chi li riceve, magari trovandosi in riunioni di lavoro, in luoghi affollati e in tutte quelle situazioni, tante, in cui è impossibile appiccicarsi il microfono alle orecchie, se sprovvisti di auricolari.

Per questo il quotidiano statunitense, insieme a Lizzie Post, stilano un vademecum per inviare messaggi vocali nel giusto modo. Senza, cioè incorrere in sensi di colpa nei confronti di chi li riceve e li ascolta.

Niente lunghi monologhi

Il primo punto è forse il fondamentale. Molto spesso tendiamo a non pensare al fatto che quando registriamo messaggi vocali il nostro interlocutore non può parlare. Dunque sarebbe meglio inviare vocali esclusivamente in situazioni in cui il tono della voce è fondamentale. Come ad esempio gli auguri di compleanno e di festività, o in caso di discordi seri.

Riconoscere i segnali del destinatario

Se la persona a cui inviamo un vocale risponde con un messaggio scritto allora è segno che predilige, almeno in quel preciso momento, la tradizionale modalità di invio. È quindi suggerito rispondere evitando di far sentire la nostra voce.

Il momento giusto

Quando si invia un vocale bisognerebbe sempre considerare il fatto che il destinatario potrebbe non ascoltarlo per via del lavoro, gli impegni o il luogo in cui si trova. È bene, dunque, rispettare i suoi tempi.

L’utilizzo degli auricolari

Quando si ascolta un messaggio vocale in pubblico e in luoghi affollati o chiassosi, il modo migliore per farlo è utilizzando gli auricolari sia per avere un audio più pulito e sia per evitare di condividere i propri discorsi con le persone che ci sono vicine.

La durata

Ultimo, ma non per importanza, è la durata del messaggio. In realtà questo è forse il punto più importante della lista. Evitare, infatti, di inviare messaggi troppo lunghi è il segreto per continuare a farlo senza che i nostri destinatari si ritrovino ciocche di capelli tra le dita della mano. Occorre, quindi, registrarne di brevi e concisi. Magari suddividendoli, in modo da farli ascoltare in più riprese.

Continua a leggere su Chronist.it