Ha scelto i social per denunciare l’accaduto e la sua azienda. Sulla piattaforma orientale vanta quasi 16,5mila follower, il filmato ha ottenuto migliaia di reaction e centinaia di migliaia di visualizzazioni. Si chiama Indie e la legge federale negli USA, dove lavora, permette al suo titolare di far pagare ai dipendenti anche i costi di manutenzione e lavaggio degli indumenti lavorativi. “Penso che me ne andrò – esordisce nel filmato – Lascio il lavoro perché non mi piace lavorare in un posto simile”.

Tra i commenti, in molti sposano la sua protesta. Il pomo della discordia sarebbe il costo di manutenzione e lavaggio della maglietta da indossare al lavoro. La parte superiore della sua divisa avrebbe dovuto pagarla di tasca propria, lei era convinta che se ne sarebbe occupato il datore di lavoro. “Se non mi piace l’atmosfera, smetto”, ha ripetuto, quasi a giustificarsi con sé stessa della drastica decisione presa su due piedi. “Mi hanno addebitato 13,50 dollari per una camicia da lavoro nel mio nuovo lavoro e non mi hanno detto che mi avrebbero fatto pagare, quindi penso che me ne andrò”. La mancata chiarezza non le è piaciuta.

“Non c’è praticamente nessun parcheggio. Non voglio pagare per parcheggiare l’auto quando vado a lavoro”. Insomma: come sentite, nel filmato c’è anche altro in sospeso e che la giovane tira fuori per dare manforte alla decisione di abbandonare il posto di lavoro. Ma chi ha ragione in questa storia? Secondo la legge federale degli Stati Uniti, il suo datore di lavoro sarebbe in regola, perché è permesso lui detrarre dallo stipendio dei dipendenti i costi di fornitura e manutenzione dell’uniforme di lavoro. Questo però può avvenire solo a patto che il salario del dipendente non scenda al di sotto del minimo salariale dopo la decurtazione. Circostanza che non riguardava la povera Indie, che ha scelto di dire “basta”.

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