Un anno fa esatto erano andati a trovarla fino negli Stati Uniti Pio e Amedeo, per il programma Emigratis: l’imprenditrice veniva da mesi di polemiche per alcune esternazioni passate sotto l’occhio inquisitore del pubblico. Inizialmente, in un’intervista di maggio, diceva che assumeva prevalentemente donne over 40 “perché hanno già partorito”. Una frase che scatenò il putiferio e che poi ridimensionò a distanza di poche ore, parlando del fatto che in realtà nella sua azienda pullulano “donne under 40”. Nella puntata Mediaset, l’impreditrice si confessò a cuore aperto, tra una battuta e l’altra dei suoi due ingombranti e fastidiosi ospiti.

“Come ho cominciato? Ho lavorato ai mercati. Non avevo neanche una bancarella mia, lavoravo per uno che l’aveva. Lì ho imparato il fiuto commerciale. Quindi sono andata in banca, ho chiesto un piccolo prestito e mi sono aperta la mia aziendina con tre dipendenti. Si chiamava Le Complici. Dopo tre anni, ho deciso di fare la mia strada da sola. È nata la Betty Blue S.P.A.”. Aveva poco, praticamente nulla. “Quando l’ho conosciuto – parlando del compagno – era molto benestante e io invece ero poverissima. Avevo una Uno bianca usata, non avevo niente. È per quello che oggi è al mio fianco”.

Le dichiarazioni polemiche

Le esternazioni che suscitarono polemiche e clamore: “

“Io oggi le donne le ho messe, ma sono “anta”. Ragazze cresciute. Se dovevano sposarsi, si sono già sposate, se dovevano fare figli, li hanno già fatti, se dovevano separarsi hanno fatto anche quello e quindi diciamo che io le prendo che hanno già fatto tutti e quattro i giri di boa. Sono tranquille e con me, al mio fianco, lavorano h24. Questo è importante. Noi donne abbiamo un dovere, che è nel nostro DNA non dobbiamo neanche rinnegarlo, i figli li facciamo noi e il camino in casa lo accendiamo noi. È una grande responsabilità di una donna. Poi questi uomini sono dei bambinoni, dei mammoni che non vogliono crescere mai, però è anche vero che qualcosa in più possono fare, possono aiutare la donna”.

Le nuove dichiarazioni, ridimensionando le precedenti:

“È purtroppo un dato di fatto-come mostrano i numeri di Camera della Moda e Confindustria- e la mia stessa personale esperienza come capo d’azienda racconta di quanto sia ancora disseminata di ostacoli l’ascesa professionale delle donne verso ruoli apicali, anche nel settore della moda. Riconosco di essermi espressa in modo in appropriato, ma i fatti, parlano chiaro: nella mia azienda su 300 dipendenti, l’80% sono donne, di cui la maggioranza è under 40, e le donne manager sono il doppio degli uomini. In sostanza ho assunto più donne che uomini per la maggior parte giovani”.

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