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Sposa 90enne milionario, ma si ritrova senza un soldo in tasca: la triste storia di Anna

Anna Nicole Smith è la Marylin Monroe degli anni Novanta-Duemila per eccellenza. Bellissima, spumeggiante, iconica, senza alcun talento particolare a parte una bellezza mozzafiato. Negli anni Novanta la vedevamo sulle copertine di Playboy, diventava una delle conigliette più famose e desiderate. La photo editor che curò le sue foto artistiche, disse di lei che era “la più bella senza trucco, in assoluto”. Un metro e ottanta di bontà, prosperosa, anche se i seni erano veri solo per metà: fece ricorso alla chirurgia plastica grazie ai soldi guadagnati in uno strip club e tanta, tanta povertà.

Anna aveva il sogno di sbarcare il lunario, ci andò molto vicino quando sposò il magnate Houston J. Howard Marshall, un anziano uomo che possedeva una fortuna. Le chiacchiere si moltiplicavano, così come le malelingue, ma lei andava avanti per la sua strada. Pare che durante la relazione, lui l’avesse anche tradita. Ma la coppia non si sgretolò, anche se dovette separarsi per causa di forza maggiore: il magnate morì l’anno seguente del matrimonio e la donna ottenne tutta la fortuna del marito, ben 6 miliardi di dollari. Soldi che però non vide mai concretamente, perché il figlio di Houston J. Howard la portò in tribunale per contendere l’eredità.

Nel frattempo la Smith perse molto del suo fascino, diventando il bersaglio preferito dei paparazzi che si divertivano a fotografarla mentre lei dava loro in pasto scatti trash. E fu così che nel primo decennio del nuovo millennio, si prese le scene del trash americano. Molte persone la associavano ad una figura seducente e imperdonabile, dalla mente diabolica e manipolatrice. Tra le disgrazie della sua vita, prima di morire, si aggiungono i disastri chirurgici. Si sottopose a molteplici interventi per cambiare e cambiarsi, così come fece con il proprio nome. Passò da Vickie ad Anna. Ma i tanti interventi la costrinsero ad abusare di antidolorifici e il suo corpo ingrassava ormai senza sosta. Subì del prepotente body shaming, che non si placò neanche dopo aver perso 31 chili.

Dopo la nascita della seconda figlia, subì un’altra travolgente tragedia: il primogenito morì a vent’anni per sospetta overdose. Purtroppo la modella fu trovata morta a 39 anni, dieci mesi dopo, in seguito ad una brutta depressione che l’aveva colpita. E la contesa in tribunale per l’eredità del marito fu risolta nel 2011, quattro anni dopo. Anche dopo la sua morte, fece parlare di sé perché spuntarono molte identità che si autoattestavano quali genitori della secondogenita di Anna, l’unica della famiglia rimasta in vita, ereditiera della fortuna del magnate. Attraverso il test del DNA, si scoprì chi era il vero padre e l’ereditario: il fotografo Larry Birkhead, amante della Smith tra il 2005 e il 2006.

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