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Vissani contro i prezzi folli a Ferragosto: “State uccidendo il turismo”

Vissani contro i prezzi folli

Vissani contro i prezzi folli

“Io non l’avrei mai fatto – dice il notissimo ristoratore, tra i più famosi ‘super cuochi’ italiani. “Le aggiunte agli scontrini? Una provocazione, utile solo a far parlare. Non è possibile pagare una camera 1.600 euro a notte”

L’estate 2023 sarà probabilmente ricordata per le ‘aggiunte folli’ agli scontrini nei locali della ristorazione. Il servizio di 2 euro pagato per tagliare a metà un toast ha scatenato una valanga di polemiche, tra chi difende i gestori e chi pensa siano rincari assurdi. Il tutto in un momento storico già particolamente difficile, sul fronte prezzi. Basta pensare all’aumento che ha subito lo zucchero: rispetto al 2022, costa il 54% in più (dati Assoutenti). Per non parlare dei carburanti, ormai arrivati a quasi tre euro al litro. Poi il caro bollette e, soprattutto, i rincari nelle località di vacanza. Su quest’ultimo argomento è intervenuto il notissimo cuoco e personaggio televisivo Gianfranco Vissani, contro i prezzi folli a Ferragosto. Una denuncia che nasce dalla realtà dei fatti: gli italiani sono costretti a risparmiare e rinunciare al pranzo fuori. Ma non solo.

I social sono pieni di foto delle coste italiane vuote, mentre gli italiani se ne vanno in Grecia, Albania e altre mete più abbordabili. “Questo è il primo Ferragosto che viviamo senza l’assilo del Covid, ma è sottotono – denuncia allora Vissani – Le famiglie italiane soffrono la situazione economica che stiamo vivendo, fare spesa è diventato un lusso e poi mancano gli stranieri che arrivavano dall’Est Europa e in particolare i russi”, aggiunge.

Vissani contro i prezzi folli: “Le aggiunte agli scontrini? Una provocazione”

La colpa, secondo lo chef, è degli operatori d’accoglienza. “Stanno uccidendo il turismo italiano – afferma – non è possibile pagare una camera 1.600 euro a notte. I clienti li dobbiamo trattenere, invece così fuggono dal nostro Paese e lo fanno gli stessi italiani che preferiscono andare all’estero perché pagano meno”. Una situazione inaccettabile. Spesso, per Vissani, condizionata anche dalla voglia di far polemica.

“Le aggiunte agli scontrini? Una provocazione, utile solo a far parlare”, spiega lapidario lo chef. “Io – sottolinea – non lo avrei mai fatto”. E lancia un appello al governo Meloni: serve “entrare a gamba tesa sui prezzi, perché così non si va avanti. Il rincaro dei prodotti è folle, ma noi abbiamo deciso di andare in controtendenza e quindi ribassare i prezzi del nostro ristorante anche del 25%. Lo abbiamo fatto – conclude Vissani contro i prezzi folli – per andare incontro alla clientela che sta vivendo momenti economici difficilissimi”.

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