Un blogger ha fatto tappa al ristorante di Gordon Ramsay per scoprire di persona cosa si cela dietro all’immagine da grande chef internazionale: recatosi nel ristorante di Manchester del noto cuoco, ha detto di aver bevuto “l’acqua del rubinetto”. Una lamentela che segue ad altre, visto anche il costo che ha dovuto sostenere per concedersi una serata diversa.
Tra le critiche, non mancano le porzioni piccole, tipiche della cucina di Ramsay. Non di certo una novità per i ristoranti stellati e soprattutto per lo chef, che ben conosciamo per i suoi decennali programmi di Masterchef e Hell’s Kitchen, e non solo. Al di là dei prezzi ritenuti troppo alti, le maggiori lamentele puntano alla disorganizzazione generale dei dipendenti dello chef, in particolar modo al loro modo di approcciare con i clienti.
“Mangiare a Chinatown è meglio”
Il ristorante si chiama Lucky Cat ed è fresco di apertura, avvenuta appena un paio di settimane. Si trova a King Street, a Manchester. Il giornalista ha rivelato che un’aragosta può costare ben 100 euro e un controfiletto wagyu, anche 120. Per venire incontro alle esigenze di tutti, Ramsay ha scelto di servire anche un menu fisso per i giorni feriali, al prezzo di 40 euro e disponibile fino alle 18.30, quindi orientativamente si tratta del pranzo. Troppo poco però per frenare le critiche del blogger e degli hater dello chef, sempre di più ad oggi.
“Le cose sono iniziate con i calamaretti sale e pepe, che vengono serviti con una spolverata di aceto di malto. È una ciotola generosa e il calamaro è morbido. Le briciole che le ricoprono sono, però, taglienti e piccanti. Segue un piatto di gnocchi di melanzane e cavolo, conditi con olio di sesamo e aceto nero. Ce ne sono cinque, il che potrebbe causare una lite se siete in due. In cima c’è un “crunch al peperoncino” fritto con aglio. Il ripieno potrebbe essere un po’ più condito, ma sono fatti in casa e hanno un ottimo sapore. Capesante…sono a malapena due, una è un po’ piccola dell’altra e il piatto costa 27 sterline. L’unica conclusione da trarre è che Gordon è là fuori, con il coltello stretto tra i denti, che si tuffa personalmente per prenderli. Servirne tre toglierebbe un po’ di fastidio”.
Inoltre, con un drink (“che sa più di assaggio”) il prezzo lievita ulteriormente. La sua cena gli è costata ben 140 euro eppure “l’acqua che ho bevuto sembrava quella del rubinetto”.