Il matematico australiano Stefan Mandel riuscì a vincere la lotteria ben 14 volte utilizzando una formula praticamente perfetta
Milioni di persone ogni giorno sognano di vincere almeno una volta la lotteria ma la maggior parte di loro non sa che un uomo ci è riuscito ben 14 volte e senza trasgredire alcuna legge. Stiamo parlando dell’economista rumeno-australiano Stefan Mandel che partecipò, insieme al suo team, 14 volte alla lotteria vincendone altrettante.
Quando ancora lavorava come economista in Romania, negli anni ’60, Mendel era alla costante ricerca, per mezzo della matematica, di un algoritmo di numerazione che potesse permettergli di vincere alla lotteria. Studiando forsennatamente gli appunti sulle probabilità di Fibonacci riuscì a sviluppare un algoritmo per la selezione dei numeri che chiamò “condensazione combinatoria“. Il metodo era in grado di prevedere cinque dei sei numeri vincenti.
Insieme a tre amici, acquistò un numero enorme di biglietti vincendo il premio che equiparato nella moneta corrente fu di 20.000 euro. Con una parte della somma riuscì a portar via tutta la sua famiglia in Australia. Una volta stabilitosi mise a punto una formula che si potesse adattare anche ad un paese grande come l’Australia. Ma per riuscire a far fronte all’immensità delle possibili combinazioni chiese aiuto ad alcuni investitori che acquistarono biglietti in tutto il paese.
E ci riuscì. Fin quando le autorità australiane si insospettirono, nonostante il matematico e i suoi soci non avessero commesso nulla di illegale. Il governo iniziò, così, a introdurre nuove regole di gioco per cercare di impedire a giocatori come Mandel di vincere così “facilmente”.
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Le possibilità di portarsi a casa il primo premio di una lotteria sono infinitamente basse: nella lotteria europea, ad esempio, 1 su 139.838.160. E il solo e unico modo per vincerla è acquistare 139.838.160 biglietti. Per quanto riguarda la maggior parte delle lotterie australiane, però, Mendel venne a capo del fatto che il costo per acquistare i biglietti per ogni singola combinazione era notevolmente più basso di quello della vincita. Su una combinazione di 6 numeri compresi tra 1 e 40 occorrevano 3.838.380 combinazioni. Dunque, il gioco valeva la candela, contando che un biglietto costava suppergiù un dollaro e il jackpot ammontava a 10 milioni. E qui arrivavano amici e investitori, appunto. Con essi inventò un sistema ingegnoso, tramite computer all’avanguardia e stampanti per compilare il gran numero di biglietti, un’infinità, nel minor tempo possibile.
Tra Australia e Gran Bretagna Mendel & soci vinsero 12 diverse lotterie, insieme a un cospicuo numero di vincite minori. Ma questo non bastava. Negli anni 90 ci provò con gli Stati Uniti e con la lotteria della Virginia in cui vi erano 7,1 milioni di possibili combinazioni di numeri. Il risultato? Vinse 30 milioni di dollari, ingaggiando 2.500 investitori australiani che spesero 2.500 dollari l’uno. Mendel e il suo team comprarono ogni singola combinazione di biglietti.
Entrò in scena persino FBI e CIA, dopo che Kenneth Thorson, commissario della lotteria dello Stato della Virginia, alla luce dell’ingegnoso sistema mandeliano, non potè far nulla se non consegnare il premio ai vincitori. Nemmeno le agenzie governative potevano fare molto. Mandel non era Ponzi. Non infrangeva nessuna legge dello stato sul gioco d’azzardo.
Ma, parafrasando la Bibbia, l’orgoglio viene prima della caduta e per Mandel il gioco e la vittoria divennero un’ossessione. Quasi una continua dimostrazione che con la matematica e il suo metodo si potesse vincere, sempre. Finì, così, in bancarotta per aver accumulato troppi debiti con i suoi numerosi investitori. E oggi trascorre la sua vecchiaia nella più completa serenità, al sole del Sud Pacifico, nell’arcipelago di Vanuatu.
