Antonio Santoriello, autore del libro “Non solo Loris Batacchi. Intervista a Andrea Roncato”, ha scritto un secondo manoscritto intitolato “Franco Califano: Gli applausi non finiscono mai”. All’interno di quest’ultimo (disponibile in esclusiva Amazon), è possibile leggere diversi aneddoti sul cantante, tra cui quelli di Mauro Toppi e Antonello Mazzeo.

Il libro di Antonio Santoriello, “Franco Califano: Gli applausi non finiscono mai”

Franco Califano è stato un artista a tutto tondo, capace di toccare il cuore del pubblico attraverso la sua musica e le sue parole. Lo stile unico e inconfondibile ha reso le sue canzoni dei veri e propri grandi classici della musica italiana, ma l’impronta che ha lasciato sulla cultura popolare va ben oltre l’attività di cantautore. In questo libro si rende omaggio a Califano attraverso una raccolta dei suoi pensieri, aforismi, ripercorrendo alcune tappe della carriera artistica e molto altro, ma non finisce qui, perché il punto forte di questo tributo sono le interviste fatte ad alcuni dei suoi Amici (con la A maiuscola) e colleghi: Antonello Mazzeo, Alberto Laurenti, Gianfranco Butinar, Cinzia Baccini, Mauro Toppi e Donatella Diana. Grazie alle testimonianze raccolte, scopriremo l’uomo dietro all’artista, la sua passione per la musica, la personalità complessa e il talento innato per comunicare.

Gli aneddoti di Mauro Toppi

Nel libro dedicato al grande Franco Califano, morto il 30 marzo 2013 a causa di un arresto cardiaco, sono presenti diversi aneddoti inediti, tra cui quelli di Mauro Toppi, grande amico del Maestro e suo promoter finanziario, con il quale, nei primi anni Duemila, ha condiviso tanti momenti importanti della sua vita:

“Ci accomunava la grande passone per l’Inter ed ogni partita la seguivamo insieme. Poco dopo il goal di Matri, che fece passare in vantaggio la Juve, mi ricordo che ci rimase male, mi disse che andava in bagno e purtroppo non l’ho più sentito. Poche ore dopo ho saputo che non c’era più”.

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Franco Califano e la povertà

Contrariamente a quanto circola sul web, Franco Califano, a detta del suo grande amico Toppi, non è morto in povertà:

“Non è vero che morì in povertà come tanti purtroppo ancora scrivono. Nel 2010 mentre era a casa, impossibilitato a muoversi a causa di una brutta caduta, in seguito alla visita di un giornalista che aveva travisato alcune sue dichiarazioni, diverse testate giornalistiche lo fecero passare per un poveraccio e così si sparse dappertutto questa enorme fandonia”.

Il racconto di Antonello Mazzeo

Antonello Mazzeo, amico storico, batterista di Franco Califano nonché Presidente della Fondazione Franco Califano, nel libro di Antonio Santoriello, ha raccontato un altro aneddoto molto interessante:

“La cosa curiosa è che lui aveva fatto richiesta per 5/6 nomi da poter utilizzare, tra questi proposti c’era “Nat”. Scelto in onore del cantante e pianista Nat King Cole dato che il Maestro era un suo grande fan e conosceva tutte le sue canzoni”.

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