La donna, 26 anni, disperata, è rimasta sconvolta dalla perdita del marito. Ha raccontato tra le lacrime: “Se muore lui, muoio io”
Bracciante morto a Latina, la moglie di Satnam: “L’Italia non è un Paese buono”. Tragedia nell’azienda agricola di Latina dove Satnam Singh, 31 anni, è morto in un terribile incidente sul lavoro. Singh è stato schiacciato da un macchinario avvolgi-plastica a rullo trainato da un trattore, che gli ha tranciato il braccio destro, schiacciato entrambe le gambe e provocato un grave trauma cranico. Nonostante le gravi ferite, invece di essere portato d’urgenza in ospedale, Singh è stato trasportato davanti alla sua abitazione a bordo di un furgoncino. Il suo arto amputato è stato collocato in una cassetta della frutta.
La moglie di Singh, Sony, 26 anni, anch’essa lavoratrice in nero nella stessa azienda, è rimasta sconvolta dalla perdita del marito. I due erano arrivati in Italia tre anni fa dal Punjab, nel nord dell’India, con la speranza di costruire una vita migliore. “Ho visto l’incidente, ho implorato il padrone di portarlo in ospedale, ma lui doveva salvare la sua azienda agricola”, ha raccontato Sony a Repubblica. “Ha messo davanti a tutto la sua azienda agricola”.
Bracciante morto a Latina, la moglie di Satnam: “L’Italia non è un Paese buono”
Sony ha anche riferito che il padrone ha sequestrato i loro telefoni per evitare che potessero contattare i soccorsi e denunciare le condizioni in cui lavoravano. “Ci ha messo sul furgone togliendoci la possibilità anche di chiamare i soccorsi”, ha aggiunto la giovane donna.
Secondo la ricostruzione dei testimoni, tra cui la stessa Sony, Singh ha perso sangue per almeno un’ora e mezza prima dell’arrivo dell’ambulanza. All’ospedale San Camillo di Roma, i medici hanno informato Sony che il marito aveva perso troppo sangue e riportato numerose fratture: non ce l’avrebbe fatta. In preda alla disperazione, Sony ha ripetuto: “Ho solo te, non te ne andare”, mentre si rivolgeva ai medici e a Laura Hardeep Kaur, segretaria della Flai Cgil di Latina e Frosinone, che era lì per sostenerla. Tra le lacrime, la donna ha esclamato: “Se muore lui, muoio io. Se vive lui, vivo io”. Ai suoi genitori, al telefono, ha detto con amarezza: “Io sono indiana, l’Italia non è un Paese buono“.
