L’uomo è stato arrestato per il tentato omicidio della sua ex moglie, Lavinia Limido, e per l’uccisione di Fabio Limido. Il confronto col Gip
Marco Manfrinati, un avvocato di 40 anni autosospeso, è stato arrestato per il tentato omicidio della sua ex moglie, Lavinia Limido, e per l’omicidio del suo ex suocero, Fabio Limido, di 71 anni. Tutto è avvenuto fuori dallo studio di quest’ultimo nella tarda mattinata di lunedì 6 maggio.
Secondo quanto riferito dall’avvocato Fabrizio Busignani, Manfrinati non ha negato di aver aggredito la sua ex moglie. Tuttavia, una volta resosi conto della situazione, ha deciso di recarsi in questura per costituirsi. A quel punto, è stato aggredito dal suo ex suocero, che ha colpito la sua auto con una mazza da golf, rompendo il lunotto posteriore e i vetri laterali. Poi ha colpito lo stesso Manfrinati, che era sceso dall’auto in panne. Durante la colluttazione che ne è seguita, sono partite alcune coltellate.
Due elementi chiave hanno permesso di ricostruire l’accaduto. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, che avrebbero registrato la scena, e il sequestro di una mazza da golf disposto dalla Procura.
Marco Manfrinati: “Ho colpito anche mio suocero, ma stavo andando a costituirmi”
In merito alla possibilità di invocare la legittima difesa per il suo assistito, l’avvocato Busignani ha dichiarato: «Se ne parlerà nelle sedi opportune, io ho presentato dei fatti, le valutazioni giuridiche non si fanno di fronte alle telecamere».
Un altro dettaglio emerge in relazione al 2 maggio scorso. In quella data, è stata depositata una consulenza tecnica nel contesto della causa civile di separazione tra Marco Manfrinati e Lavinia Limido. Lì si stabiliva che l’uomo non potesse più vedere il figlio di tre anni fino a quando non fossero stati risolti i procedimenti a suo carico nei confronti dell’ex moglie e dei suoi familiari.
Inoltre, risulta che a carico di Manfrinati vi era un divieto di avvicinamento esteso anche al bambino. L’avvocato ha specificato: «L’unica volontà di Marco Manfrinati era quella di poter stare con suo figlio. Questa era la sua volontà: stare col proprio figlio, niente di più».
In serata, il gip Alessandro Chionna ha depositato l’ordinanza di convalida per l’arresto, confermando anche le aggravanti della premeditazione e degli abbietti e futili motivi. Queste aggravanti, in caso di processo, potrebbero tradursi in un processo davanti alla Corte d’Assise e in una possibile condanna all’ergastolo per Manfrinati.