Dramma familiare ad Arzachena: il ragazzo veniva picchiato e chiuso al buio per ore, solo con un secchio per i bisogni

Matteo si toglie la vita a 16 anni: era rinchiuso e seviziato da genitori e zia. Un tragico evento ha sconvolto la comunità di Arzachena, in provincia di Sassari. Un ragazzo di 16 anni, identificato come Matteo (nome di fantasia), si è suicidato dopo anni di maltrattamenti da parte dei genitori e di una zia. Nonostante sembrasse in via di recupero, il giovane ha deciso di togliersi la vita nella casa della zia materna. A lei l’affidamento dopo la revoca della potestà genitoriale e la condanna dei genitori e di una parente. Il corpo del 16enne è stato ritrovato proprio dalla zia.

Nel giugno del 2019, all’epoca aveva 11 anni, Matteo chiese aiuto ai carabinieri con un cellulare senza sim. Raccontò ai militari che i genitori lo rinchiudevano per punizione. Dalle indagini emerse che il ragazzo subiva maltrattamenti: i parenti lo punivano, segregandolo al buio nella sua stanza per ore, senza letto e con un secchio per fare i bisogni. Lo picchiavano con un tubo di plastica. Era costretto a mangiare solo pane e pasta in bianco ed a fare anche 12 docce gelate d’inverno.

Matteo si toglie la vita a 16 anni: era rinchiuso e seviziato da genitori e zia

Zia e genitori, ora in carcere, avevano ammesso le proprie responsabilità sostenendo che le punizioni fossero necessarie per la corretta educazione del bambino. Nel 2022, il tribunale li condannò a otto anni di reclusione (con rito abbreviato), ritenendoli responsabili tutti e tre delle violenze inflitte al ragazzo. I giudici confermarono la condanna in appello e questa divenne definitiva con il pronunciamento della Cassazione.

I funerali di Matteo si sono celebrati lunedì 29 aprile alle 16 nella chiesa di San Pantaleo. La salma è stata tumulata nel cimitero di San Giovanni.

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