Le ragioni di questo “attacco senza precedenti“
Sabato notte per la prima volta l’Iran ha attaccato con un raid direttamente Israele: il lancio di oltre 170 droni e 150 tra missili balistici e missili Cruise è stato in gran parte intercettato dalla difesa aerea israeliana. Tuttavia, Teheran non ha fatto ricorso ai missili ipersonici che avrebbero impiegato una decina di minuti per arrivare sui cieli israeliani. Ci sono volute 9 ore perché i droni comparissero, un vantaggio che ha consentito a Israele di neutralizzarne la maggior parte. Lo sciame di droni partiti dall’Iran aveva uno scopo strategico, quello di saturare la capacità difensiva di Israele per poi colpire le basi aeree.
L’unico obiettivo leggermente centrato nel raid notturno di sabato è stata la base militare di Nevatim. Situata nel deserto del Negev, nel sud di Israele, Nevatim è la principale base aerea del Paese. Da quella pista il 1° aprile scorso sono decollati gli F35 che hanno colpito il consolato iraniano di Damasco, in Siria. L’assenza di strutture civili ha inoltre evitato ulteriori danni intorno all’area militare.
Iran attacca Israele: terminato il G7
Ancora prima di ricorrere allo scudo Iron Dome, Israele aveva protetto il suo territorio con la propria difesa aerea. L’aviazione israeliana si è mossa tramite gli alleati giordani, americani e inglesi sia sopra i cieli di Iraq, Giordania e Siria sia all’interno dei propri confini. Lo scudo è riuscito a mitigare i danni per la resistenza degli aerei israeliani, inglesi, francesi e americani che sono rimasti a lungo in volo grazie all’aiuto dei velivoli cisterna inviati dalla portaerei Usa Eisenhower dispiegata nel Mar Rosso.
Nel frattempo, dopo l’offensiva iraniana contro Israele, il premier italiano Giorgia Meloni ha convocato il G7. Il forum intergovernativo, terminato poco fa, ha visto in collegamento i leader dei sette Stati economicamente avanzati del pianeta: Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America. Con loro anche il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.
Perché Iran ha attaccato Israele?
Da decenni, la sfida tra Israele e Iran è latente: per lo Stato ebraico la milizia libanese di Hezbollah così come gli Houthi dello Yemen o le milizie irachene sciite sono strumenti nelle mani degli ayatollah. Non solo: l’Iran insiste nella retorica della “distruzione di Israele”. Ma quello lanciato nella notte tra sabato 13 e domenica 14 aprile è un attacco senza precedenti. Mai prima d’ora, infatti, l’Iran aveva lanciato un attacco diretto al territorio israeliano: per questo si teme che questo assalto possa spingere il Medio Oriente in una guerra regionale. Nello specifico, le Guardie rivoluzionarie hanno comunicato che l’attacco avviene “in risposta ai numerosi crimini del malvagio regime sionista, tra cui l’attacco al consolato e l’uccisione di forze militari iraniane“.