“Sono l’unico colpevole dell’omicidio”, ha detto in un’intervista esclusiva alla trasmissione ‘Far West’ di Salvo Sottile

Michele Misseri torna libero. Condannato a 8 anni di reclusione per la soppressione del cadavere della nipote 15enne e inquinamento di prove, è fuori dal carcere da domenica 11 febbraio. Nonostante la pena scontata, Misseri continua a dichiararsi l’unico responsabile dell’omicidio di Sarah Scazzi, avvenuto ad Avetrana nel 2010.

Dopo aver lasciato il carcere di Lecce, Misseri ha deciso di non tornare nel paese dove è avvenuto l’omicidio. “Ha scelto di restare fuori dal paese per evitare pressioni mediatiche. Teme inoltre che qualcuno possa fargli del male”, ha spiegato l’avvocato La Tanza, legale di Misseri, a Fanpage.it.

Michele Misseri libero: “Volevo bere una bottiglia di veleno”

In un’intervista esclusiva al programma di Rai Tre Farwest, condotto da Salvo Sottile, Misseri ha ribadito la sua colpevolezza e ha chiesto la liberazione della figlia e della moglie, Sabrina Misseri e Cosima Serranno, condannate all’ergastolo perché ritenute le responsabili dell’uccisione della nipote.

Misseri ha raccontato il giorno dell’omicidio: “Quel giorno non stavo bene, avevo un dolore alla testa. Sul letto dormivano Sabrina e Cosima, Cosima aveva detto di non suonare al citofono”. Ha poi descritto l’aggressione a Sarah: “Sarah è scesa in garage, a me stava dando fastidio. Io l’ho presa di spalle, l’ho sollevata e lei mi ha dato un calcio all’indietro, mi ha preso nelle parti deboli. Mi è salito un caldo al cervello e l’ho stretta forte…”. Ha anche rivelato di aver sognato la nipote: “La notte stessa ho sognato Sarah che mi diceva: ‘Zio, ho freddo‘”.

Infine, Misseri ha confessato di aver pensato al suicidio: “Avevo pensato di prendermi una bottiglia di veleno e di andarmene in campagna da me, per togliermi la vita. Ma, quando stavo per bere, mi sono detto: “Se ti ammazzi, Sarah non sarà mai ritrovata. Però di recente ho pensato che forse ho sbagliato anche su questo. Se mi fossi ammazzato, Sarah avrebbe avuto giustizia perché sono stato io. Mia moglie non avrebbe mai saputo perché l’avrei fatto e non sarebbe mai andata in carcere. Secondo me, ho sbagliato anche su questo”.

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