Il ragazzo 25enne è stato ucciso a Venezia con un fucile che poi è stato gettato in un canale e ritrovato alcune ore dopo

Nella notte di sabato 25 novembre a Venezia, intorno alle 23:30, un 25enne di origine tunisina, Khalil Mallat, è stato ucciso con una fucilata alla testa da un veneziano di 33 anni, Raffaele Marconi. L’efferato omicidio è avvenuto in una calle tra il ponte delle Guglie e campo San Geremia.

Intorno a quell’ora, sui social, alcuni residenti avevano chiesto se qualcuno avesse sentito rumore di spari proprio nelle vicinanze di ponte delle Guglie. Infatti qualche minuto prima Mallat era stato freddato con un colpo secco alla testa, come se si trattasse di un’esecuzione, e il suo corpo è stato rivenuto all’interno di un bar. L’arma del delitto è stata gettata nel canale e ritrovata qualche ora dopo dagli investigatori. Si tratta di un fucile a canne mozze calibro 12, senza matricola e, dunque, con illegale detenzione.

Il prefetto Michele di Bari ha rilasciato una nota in cui chiarisce gli sviluppi della vicenda. “Sono state attuate tutte le misure per assicurare, nell’immediatezza, una adeguata cornice di sicurezza a tutela dell’incolumità pubblica, avviando senza ritardo le attività investigative che, nel giro di poche ore, hanno consentito di identificare e fermare il presunto autore del reato. L’episodio è una conferma della piena funzionalità del sistema di sicurezza della Città Metropolitana.”

Il pubblico ministero, nel frattempo, ha interrogato Marconi disponendo per lui il “fermo di indiziato di delitto”. L’accusa per lui è di omicidio volontario. Il 33enne è stato trasportato nel carcere di Santa Maria Maggiore nella città lagunare.

Continua a leggere su Chronist.it