Derek Chauvin nel 2020 uccise mentre era in servizio l’afroamericano George Floyd. La violenza con la quale avvenne l’arresto dell’uomo e la successiva morte, ripresa in un video, fecero esplodere centinaia di manifestazioni contro la brutalità e il razzismo della polizia, sintetizzate nello slogan: “Black Lives Matter”. L’agente di polizia, incriminato e poi condannato a 22 anni di carcere per l’omicidio di George Floyd è stato accoltellato nel carcere di Tucson in Arizona e attualmente lotta tra la vita e la morte.
Accoltellato l’agente che uccise George Floyd
L’agente che ha ucciso George Gloyd è stato accoltellato nel carcere di Tucson, dov’era stato trasferito ad agosto 2022, dopo che aveva trascorso diversi mesi in isolamento in un penitenziario in Minnesota. Attualmente la dinamica dell’aggressione è sconosciuta. La direzione del carcere si è limitata ad annunciare che l’aggressore è stato immediatamente neutralizzato e il ferito soccorso.
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“I can’t breath”: la richiesta d’aiuto inascoltata di George Floyd
Derek Chauvin, l’agente accoltellato che uccise George Floyd è attualmente ricoverato in condizioni critiche in ospedale. Secondo i medici l’ex agente di polizia lotta tra la vita e la morte. L’uomo si trova agli arresti da quando la Corte Suprema ha rigettato la richiesta d’appello. L’agente uccise l’afroamericano durante un arresto, premendo il ginocchio contro il collo e la schiena del 46enne. Per ben 9 minuti George Floyd, riverso pancia a terra, ha implorato pietà. Gridando: “I can’t breath”, ovvero: “non riesco a respirare”, fino a quando non è deceduto.
