A causa dei vari episodi che hanno visto coinvolto il rapper in precedenza il giudice ritiene che il 24enne sia “socialmente pericoloso”
Shiva “ha sparato ad altezza uomo, c’era volontà omicidiaria”. Così il gip Stefania Donadeo ha descritto la scena che ha portato all’arresto del 24enne milanese Andrea Arrigoni, rapper noto con il nome d’arte Shiva. È stata la pm Daniela Bartolucci a fare richiesta di arrestarlo, in seguito alle indagini condotte dalla Mobile diretta da Marco Calì.
Nel resoconto del gip si legge che l’11 luglio scorso Shiva ha aperto il fuoco più volte in direzione dei rivali del gruppo Seven Zoo di Rondo, “puntando i corpi e colpendoli mentre erano in fuga”. Il giudice afferma che Shiva ha sparato “saldo sui piedi e con le braccia tese”. Senza tenere conto della presenza dei suoi amici nelle vicinanze, che potevano essere colpiti.
Arresto Shiva, tutte le novità: il rapper rappresenta “una minaccia sociale”
Per il giudice Shiva rappresenta “una minaccia sociale”, affermazione che troverebbe conferma nel suo coinvolgimento in una rissa a San Benedetto del Tronto il 30 agosto. La faida tra il suo gruppo “Santana gang” e la “Seven zoo” di Rondo sarebbe, ancora, caratterizzata dall'”omertà”. Nessuno dei due “picchiatori” feriti, che erano arrivati su una Jaguar insieme a un incaricato di filmare l’aggressione e un autista, ha sporto denuncia. Questo nonostante le ferite da proiettile ricevute alle gambe. E’ stato uno di loro, infatti, a telefonare al 118: “mi hanno sparato a una gamba, mi sa che il proiettile è uscito,! Non ce l’ho dentro”. Il giudice ritiene dunque che Shiva rappresenti un pericolo per la società e ha quindi disposto il suo arresto. L’arma che Shiva ha estratto da uno zainetto e teneva con sé perché ‘fiutava’ un agguato non è ancora stata trovata.
Diversi colleghi artisti di Shiva, tra cui Lazza, Guè Pequeno, Emis Killa e Geolier, hanno espresso solidarietà nei suoi confronti dopo l’arresto, chiedendone anche la scarcerazione.