Sono deceduti anche il padre e la madre, in una guerra che non sta lasciando prigionieri: lo condivide l’account di Israele su X
L’attacco di Hamas ha scatenato una lunga serie di tragedie nel Medio Oriente, con immagini di innocenti uccisi o presi in ostaggio che circolano sui social. Tra le vittime, c’è la famiglia composta da Tamar e Yonatan, insieme alle loro tre figlie: le gemelline Shachar e Arbel di 6 anni e Omer, la più giovane di 4 anni. Sono stati tutti uccisi in un attacco dei terroristi di Hamas. “Un’intera famiglia spazzata via dai terroristi di Hamas”, scrive l’account di Israele su X. Si trovavano nella loro casa nel Kibbutz Nir Oz, nel sud di Israele.
Stiamo assistendo a una guerra senza prigionieri, con Israele e la Palestina che subiscono perdite pesanti. Gerusalemme, ferita nel cuore, si prepara al contrattacco palestinese, che potrebbe iniziare via terra nelle prossime 24-48 ore. Da sabato, in Israele sono già morte 700 persone, con circa 130 persone prese in ostaggio da Hamas. Dall’altra parte, la Palestina piange la perdita di 400 vite. Numeri destinati a crescere ulteriormente.
Un tragico assalto durante un rave party da parte dei terroristi di Hamas ha lasciato “centinaia tra morti e dispersi, forse presi in ostaggio”, tra i giovani che partecipavano al Nova Music Festival, un evento che celebrava la Natura in occasione della festa ebraica del Sukkot, nei pressi del kibbutz di Reim, vicino al confine con la Striscia di Gaza. Alcuni dei giovani dati per dispersi sono stati riconosciuti dai familiari nei video diffusi da Gaza per mostrare gli ostaggi israeliani.
Attacco a Israele, famiglia sterminata da Hamas: gli italiani ‘in trappola’ a Gerusalemme
Nel frattempo, 38 cittadini italiani residenti a Verona, compresi due neonati, 5 bambini e 6 adolescenti, sono bloccati nel loro hotel a Gerusalemme. Sono spaventati ma in buone condizioni. Questa comitiva era in viaggio di pellegrinaggio in Terra Santa quando è scoppiato il conflitto. Hanno lanciato l’allarme in Italia, contattando sia la Regione Veneto che Luca Zaia, che ha informato immediatamente la Farnesina. Questo gruppo fa parte della Chiesa della Restaurazione di Verona e era partito il 29 settembre con previsto ritorno il 7 ottobre. Dopo aver visitato la Cisgiordania, erano arrivati a Gerusalemme e alloggiano all’hotel St. Regis.
“Qui non scherzano”, afferma Genny Senigallia, 36 anni, uno dei membri del gruppo. “Abbiamo sentito delle notizie riguardo al sequestro di ostaggi stranieri. Gerusalemme sembra deserta, non si vede circolare nemmeno una macchina. Ieri abbiamo sentito urla di giubilo tra i palestinesi per le vittime israeliane provocate dall’attacco”. Senigallia racconta di aver vissuto momenti di terrore: “Ieri stavamo andando al Muro del Pianto quando sopra le nostre teste è volato un missile. Non sappiamo come fare per tornare in Italia e chiediamo l’intervento delle nostre autorità diplomatiche. Le uniche compagnie aeree che volavano erano Israir e Eiai, ma chiedevano 1.500 euro per un biglietto per l’Italia, e ora sono esauriti”.