Per i giudici però il protagonista di questa storia, Ettore Treglia, è un uomo incline a “inventare, mentire e ingigantire la realtà”

Accusa la moglie del suo omicidio, ma per i giudici sono messaggi “pieni di bugie”. Ettore Treglia è stato trovato morto il 5 aprile 2021 nel suo alloggio nel quartiere San Donato a Torino. La sua morte potrebbe essere stata causata da una combinazione di alcol, farmaci e droghe. Secondo i giudici, Treglia era un uomo incline a “inventare, mentire e ingigantire la realtà”. Prima del suo decesso, aveva inviato messaggi via WhatsApp all’amante, accusando sua moglie, Gaia Principe, che è poi finita sotto processo. Nel messaggio, aveva scritto: “Se mi trovano morto, chiama la polizia. È stata lei”.

Tuttavia, la Corte d’Assise di Torino ha assolto Gaia Principe da tutte le accuse “perché il fatto non sussiste”. Il pm Paolo Cappelli aveva chiesto l’ergastolo per lei, sospettando che avesse strangolato o soffocato suo marito dopo una lite, motivata dalla gelosia. Le indagini avevano evidenziato una convivenza difficile, caratterizzata da frequenti litigi e violenze fisiche.

Accusa la moglie del suo omicidio, i giudici: “Messaggi pieni di bugie”

Nel processo, sono emersi anche i messaggi inviati da Treglia all’amante poche ore prima della sua morte, in cui accusava sua moglie di aver cercato di strangolarlo. Tuttavia, la Corte ha concluso che non c’erano prove certe dell’omicidio. Nelle motivazioni della sentenza, si è sottolineata l’ipotesi di un decesso causato da patologie preesistenti o da un’intossicazione da alcol, che sembrava più credibile dell’ipotesi dell’omicidio.

Uno dei messaggi inviati da Treglia all’amante il 3 aprile 2021 su WhatsApp sembrava un’accusa grave: “Se non mi senti, sai chi denunciare”. Tuttavia, quando Treglia è effettivamente morto due giorni dopo, la sua amante ha presentato denuncia e ha incolpato Gaia Principe. La Corte ha definito i messaggi come “pieni di bugie” e ha parlato di un “contesto di continue mistificazioni, falsità e palesi esagerazioni”. La sentenza diventerà definitiva se il pm Paolo Capelli non presenterà ricorso.

Continua a leggere su Chronist.it