La vittima inizialmente era stata avvicinata dai suoi aggressori e poi aggredita: l’arrivo tempestivo della ragazza ha messo in fuga i violentatori
Salva una ragazza da uno stupro a Bologna. Giulia Leone, originaria della Sicilia ma residente a Bologna da sette anni, ha compiuto un vero e proprio atto d’eroismo la notte del 28 settembre. La giovane, 28 anni, ha infatti impedito un tentativo di violenza sessuale in Piazza Verdi, nel capoluogo emiliano, intervenendo per salvare un’altra ragazza. In seguito, due quindicenni sono stati rinchiusi in un istituto penale minorile e accusati di violenza sessuale in concorso.
La vittima inizialmente era stata avvicinata dai suoi aggressori e poi aggredita. Fortunatamente, l’arrivo tempestivo di Giulia ha messo in fuga i violentatori. “Ero uscita con amici – ha raccontato la ragazza al Corriere della Sera – e stavo tornando a casa, camminavo in direzione stazione. Ho visto due ragazzi dimenarsi nelle piante davanti a un ristorante, tra via delle Belle Arti e via delle Moline. Non avevo capito che stavano bloccando una persona sotto di loro.Mi sono avvicinata a guardare con paura, poi ho sentito la ragazza e sono intervenuta. Ho urlato, mi sono fatto coraggio e li ho spinti via. Uno dei due non voleva saperne di lasciarla andare. Quando hanno capito che stavano arrivando altre persone sono scappati”.
Giulia Leone eroina per caso: salva una ragazza da uno stupro
“Mi sono messa a urlare – ha continuato la 28enne – e tre ragazze che non conoscevo sono corse subito in nostro aiuto”. Una delle due ha fotografato il “palo” che stava fuggendo dopo la tentata violenza. Il giovane è poi tornato indietro e quella foto lo ha incastrato, permettendo alle forze dell’ordine di arrestarlo. “La vittima era sconvolta – ha raccontato ancora Giulia -. L’ho rivestita e consolata. Piangeva, voleva che chiamassi il suo compagno ma non aveva il coraggio di parlare. Lui è stato molto sensibile, ci ha aiutato a tranquillizzarla. Poi mi sono assicurata che tornasse a casa”.
Un’esperienza condivisa così forte crea dei legami forse indissolubili. Per questo, la vittima ha cercato Giulia dopo i fatti. “Più volte ci siamo sentite. Lei si è sfogata, sono cose che ti traumatizzano a vita e che, in un certo senso, legano le persone, perché creano purtroppo un senso di comunità. Avevo paura di quei due ragazzi, il ragazzo che faceva da palo si è girato a guardarmi un paio di volte e aveva negli occhi un’adrenalina orrenda. Sembrava un animale. Le donne però devono aiutarsi anche tra loro e non ci ho pensato un attimo, dovevo intervenire”.
“A Bologna si respira quest’aria purtroppo. Alle mie amiche dicevo che tornare a casa da sole non era un problema, adesso non mi sentirei di consigliarlo a nessuno o di farlo io. In strada ho paura quando sono sola e più volte ho aiutato delle ragazze a tornare a casa. Una volta ho soccorso una donna inseguita da alcuni ragazzi, un’altra volta una ragazza molestata da un giovane. Ci siamo sedute vicine e la cosa si è fortunatamente spenta, ma niente di paragonabile a questo”, ha concluso Giulia.