A parlare è il caposquadra Andrea Girardin Gibin, unico superstite del gruppo di operai travolti dal treno alla stazione di Brandizzo

Andrea Girardin Gibin è l’unico superstite della tragedia ferroviaria accaduta presso la stazione di Brandizzo, dove cinque operai sono stati travolti e uccisi da un treno in corsa mentre stavano lavorando alla manutenzione dei binari.

Il caposquadra sopravvissuto alla strage ha raccontato al Corriere della Sera alcuni dettagli della tragica vicenda del 30 agosto. “Sono vivo grazie a un martello”. Esordisce. “Stavamo lavorando sui binari. Uno dei ragazzi mi ha chiesto di passargli un martello. Così mi sono sollevato e ho fatto due passi. È stato in quel momento che ho visto i fari del treno, d’istinto sono saltato sull’altro binario”.

Il caposquadra Gabin, è tuttora indagato dalla procura di Ivrea, insieme al tecnico di Rfi, Andrea Massa, che ha approvato i lavori sui binari quella sera. Entrambi sono accusati di omicidio plurimo e disastro ferroviario con eventuale dolo. Nell’indagine si stanno valutando anche l’analisi dei dati delle scatole nere del treno e i dispositivi elettronici dei macchinisti.

A complicare le cose per l’azienda per cui lavoravano i cinque operai, la Sigifer, sono state le testimonianze dei colleghi delle vittime. Secondo loro era un’abitudine quella di non rispettare le procedure di sicurezza. “Quattro mesi fa stavo per essere investito da un treno a Chivasso, se un collega non mi avesse tirato per la maglietta non sarei qua”. Ha raccontato al Tg1 Francisco Martinez, operaio della Sigifer.

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