Un 32enne a Cerignola ha usato la sua auto per sradicare la colonnina, in pieno giorno, caricarla in auto e andarsene come se nulla fosse. I residenti lo hanno filmato

Evade dai domiciliari e ruba un parchimetro. Scena surreale quella che i residenti di viale Levante, a Cerignola, hanno visto svolgersi davanti ai loro occhi. Un 32enne ha sradicato e si è portato via un totem per la sosta caricandolo nel bagagliaio della sua auto. In pieno giorno e come se nulla fosse. Il ladro è stato però ripreso e le immagini hanno aiutato le forze dell’ordine a individuarlo in poco tempo.

Il filmato parla da solo. Nella calura del pomeriggio pugliese, con i residenti rintanati in casa, l’uomo arriva tranquillamente guidando un’auto. Con essa, usandola come un’ariete, abbatte un parchimetro in viale Levante, colpendolo ripetutamente. Si accanisce, fa manovra, ci prova con diversi colpi tanto che l’auto si danneggia. Quando il totem della sosta crolla, l’uomo scende, lo sradica letteralmente a mano, e lo carica nel bagagliaio del mezzo. Incredibile, considerando l’atteggiamento del tutto noncurante e calmo del ladro anche davanti a telefonini ed eventuali telecamere di sorveglianza.

Evade dai domiciliari e ruba un parchimetro: dentro ci sono solo 127 euro

Sono stati proprio gli smartphone dei residenti a inchiodarlo. I video, girati dalle finestre, sono ovviamente finiti online in pochissimo tempo. E grazie ad essi le forze dell’ordine hanno incriminato e rintracciato l’uomo. Scoprendo elementi che rendono la vicenda ancora più assurda.

Si tratta infatti di un 32enne sottoposto al regime di arresti domiciliari. L’uomo evade dai domiciliari e ruba un parchimetro e non si sa ancora quale sia il movente. Nel totem di sosta c’erano 127 euro: magro bottino per giustificare l’evasione. Non è ancora chiaro perché abbia deciso di prendere di mira proprio quella colonnina. Se per vendetta, o per un furto dalle motivazioni poco intuibili. Tra l’altro, il parchimetro è stato ritrovato poco distante dall’auto. L’uomo è stato arrestato.

Continua a leggere su Chronist.it