La donna sarebbe stata convinta dal compagno: “Se il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale avesse scoperto che facevo uso di metanfetamine, mi avrebbero portato via mia figlia e non l’avrei mai più rivista”
La 24enne Taylor Blaha ha confessato in tribunale di aver annegato la figlia neonata nella vasca da bagno. Il movente: nascondere la sua tossicodipendenza e l’uso di metanfetamine. Aveva negato tutto, all’inizio, ma davanti ai giudici la giovane è crollata. Ha spiegato di aver ucciso la piccola Kayleen Lee poco dopo la nascita, lo scorso novembre, perché sicuramente tracce di droga sarebbero state trovate negli esami fatti alla bambina. Accade a Fort Dodge, negli Stati Uniti, in Iowa.
Il padre, il 31enne Brandon Thoma, secondo le ricostruzioni avrebbe avvolto la piccola Kayleen in un sacco della spazzatura. Dopo averla soffocata, l’avrebbe messa in uno zaino per portarla via e nascondere il cadavere. Le riprese delle telecamere di sorveglianza mostrano l’uomo che lascia l’appartamento della coppia. Si vede chiaramente lo zaino con un oggetto di grandi dimensioni al suo interno. Venti minuti dopo, Thoma è rientrato con la borsa vuota.
24enne annega la figlia neonata: “Era l’unica via d’uscita”
Blaha ha spiegato agli inquirenti di aver assunto regolarmente metanfetamine durante l’ultimo periodo di gravidanza. Sarebbe stato il padre della piccola a convincerla a compiere l’infanticidio.
“Mi ha convinto che se il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale avesse scoperto che facevo uso di metanfetamine, mi avrebbero portato via mia figlia e non l’avrei mai più rivista”, ha confessato la donna in aula, “Mi ha convinto che l’unica via d’uscita era annegare il bambino nella vasca da bagno”. I due hanno ammesso anche che avrebbero voluto dare in adozione la bimba a un membro della loro famiglia. Il corpo della piccola non è stato ancora ritrovato.
