Era il 20 giugno del 2021 e Krystal Talavera, 39enne madre di 4 figli stava preparando la colazione per tutta la sua famiglia, quando a un tratto, si è accasciata a terra ed è morta. Da analisi successive è risultato che la donna assumeva quotidianamente un integratore a base di erbe che le ha causato un’intossicazione e la morte. Dopo 2 anni dal drammatico evento, i suoi familiari hanno vinto la causa contro l’azienda produttrice dell’integratore e sono stati risarciti per 11 milioni di euro.
“Gli integratori alimentari di mia madre hanno prodotto effetti simili agli oppioidi causandole insufficienza respiratoria e morte”
La donna assumeva tutte le mattine il suo integratore che credeva fosse naturale. Invece ciò che ingeriva insieme al caffè era una sostanza a base di kratom che le ha causato un’intossicazione e poi la morte. Secondo l’avvocato della famiglia, Tamara Williams, “il kratom crea dipendenza e può essere mortale, Krystal è morta per intossicazione da mitraginina”. Infatti, il figlio più grande della 39enne morta per aver assunto gli integratori alimentari, ha fatto causa alla Kratom Grow LLC. Il ragazzo in relazione a quanto accaduto alla madre ha dichiarato: “Gli integratori di mia madre hanno prodotto effetti simili agli oppioidi causandole insufficienza respiratoria”.
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Le parole dell’avvocato
In questi giorni, la triste vicenda della morte della 39enne che assumeva integratori alimentari pensando che fossero “sicuri e naturali” è finalmente terminata. La famiglia della vittima è stata risarcita con 11 milioni di dollari. A tal proposito l’avvocato della vittima ha dichiarato: “Questa sentenza da 11 milioni di dollari dovrebbe essere un campanello d’allarme per l’industria del kratom su questa sostanza pericolosa e non regolamentata”.