L’ennesimo caso di morte bianca è accaduto a Modena, dove un operaio di 55 anni è morto in seguito a un incidente in un cantiere a Soleria (provincia di Modena). Nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi che hanno trasportato d’urgenza l’uomo all’ospedale Maggiore di Bologna, la vittima è deceduta a poche ore dal ricovero nella struttura. Straziante il messaggio del figlio di Sorin Frentoaei: “Padre mio, vita mia, cuore mio, anima mia, perché te ne sei andato così?”.

Da quanto si apprende, l’operaio sarebbe morto nel Modenese, schiacciato da alcune impalcature che stava caricando su un camion

Sorin, l’operaio morto, era un dipendente di una ditta di autotrasporti del Modenese e nel giorno dell’incidente stava lavorando in cantiere, durante lo smontaggio di alcune impalcature. Da quanto si apprende dalle informazioni a riguardo, il 55enne è deceduto a causa di alcune travi di legno che lo hanno schiacciato, mentre lui stesso le stava caricando su un camion. A rinvenire l’uomo, ormai in fin di vita, sono stati i suoi colleghi di lavoro che immediatamente hanno allertato il numero unico per le emergenze 112. Giunto sul posto, il personale sanitario, ha subito disposto il trasporto in emergenza in ospedale. Tuttavia, il giorno dopo il ricovero, l’operaio è morto a causa delle ferite riportate.

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Sulla salma del 55enne è stato disposto l’esame autoptico

Incredulo il figlio della vittima afferma che vista l’esperienza pluridecennale del padre nel campo edile, è impossibile che l’uomo abbia sbagliato manovra. Tuttavia, sarà l’esame autoptico a chiarire definitivamente le cause del decesso dell’operaio morto in un cantiere del Modenese. Emozionanti le parole del figlio di Sorin, che ha voluto ricordare il padre con queste parole:

Eri il pilastro della nostra famiglia, il padre che non era solo un padre, ma era anche il mio migliore amico e fratello nel bene e nel male. Chi mi darà uno schiaffo quando serve e un abbraccio quando serve? Sei stato e sarai sempre un esempio per me, è grazie a te e alla mamma se ho la giusta educazione, grazie a te posso dirti che sono diventato un uomo”.

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