Sono passati quasi 17 anni da quella terribile strage che ha segnato la storia della cronaca nera italiana: rivediamo le immagini della confessione di Rosa Bazzi

L’11 dicembre del 2006, a Erba, in provincia di Como, avvenne uno dei delitti più atroci, crudeli e brutali della storia italiana. Olindo Romano e sua moglie Angela Rosa Bazzi uccisero a colpi di coltello e spranga Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini.
Tutto ebbe inizio a causa di frequenti dissidi tra vicini di casa, come dichiarato nella confessione di Rosa Bazzi.
Le feste, la sera, di notte, con le buone siamo andati avanti abbastanza, Olindo si incavolava perché doveva alzarsi presto. E loro facevano le feste fino alle 2, le 3 di notte, con amici, musica, ballavano, saltavano“.

Rosa Bazzi: “L’idea di dargli una lezione è stata mia”

E l’idea di dargli una lezione quand’è che è venuta?” – domanda uno degli inquirenti.
Sono stata io” – risponde Rosa Bazzi, prima di scendere nei dettagli di quella notte di sangue, che ancora oggi è nella mente di milioni di italiani.
Non ce la facevo più, se lui mi picchiava fuori da casa mia, lo avrei potuto lasciar perdere. Ma poi è entrato nel mio mondo, si è approfittato di me“.
Da qui, la decisione, comunicata al marito Olindo Romano, di voler procedere con la strage, a costo di perdere tutto. “Ho guardato Olindo e ho detto: ‘basta!’. Mi dispiace, perdo tutto quello che ho, ma non ce la faccio. Ho preso un pezzo di ferro e ho detto: ‘Te la faccio pagare io’. Ho preso il coltello e sono partita.” – confessa Rosa Bazzi in lacrime.

Potrebbe interessarti: Salvatore Parolisi esce dal carcere per un permesso: “Ho tradito Melania Rea, ma non l’ho uccisa”. Il VIDEO

“Più li accoltellavo, più mi sentivo sollevata”: la frase che ha scioccato una nazione

Poi, con gli occhi gonfi di lacrime, la donna, oggi 60enne, ripercorre quei terribili istanti in cui sfoga tutta la sua rabbia, il suo astio, la sua frustrazione contro quella famiglia.
Mi è salita una cosa dai piedi, è arrivata fino allo stomaco: ho sentito come vomitare.
Olindo è entrato e gli ha dato il colpo: la madre
(Paola Galli, ndr) è caduta, si è accasciata a terra.
Lei
(Raffaella Castagna, ndr) si è rialzata subito, si è messa a ridere e mi ha sputato in faccia: così abbiamo lottato insieme. Più picchiavo, più accoltellavo, più mi sentivo sollevata: mi sentivo forte, anch’io avevo le mie forze adesso. Combatti con me adesso!” – afferma Rosa, visibilmente provata da quanto accaduto, ma ancora infuriata contro quella famiglia.
Quando andava per terra, ero io che la raccoglievo: quando la accoltellavo, parlava ancora. E mentre la colpivo, mi sentivo forte” – ribadisce la donna, condannata insieme al marito all’ergastolo, in quanto responsabile della strage di erba.

Olindo Romano e Rosa Bazzi
Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba

La strage di Erba: il delitto, la confessione e l’arresto

La strage di Erba è senza dubbio il caso di cronaca nera più efferato, brutale del millennio in Italia. Certamente, è anche il più controverso e discusso.
Ma cosa successe quella notte ad Erba?
L’11 dicembre del 2006, Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi uccisero a colpi di coltello e spranga Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, di soli 2 anni, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. Il marito di quest’ultima, Mario Frigerio, colpito con un fendente alla gola e creduto morto dagli assalitori, riuscì a salvarsi grazie a una malformazione congenita alla carotide che gli evitò la morte per dissanguamento.
Dopo il delitto, l’abitazione di Raffaella Castagna venne data alle fiamme.
Frigerio, unico sopravvissuto alla strage, nonché testimone oculare del delitto, disse di aver riconosciuto Olindo: inoltre, la prova scientifica (una macchia di sangue sull’auto) e la confessione di Olindo Romano e Rosa Bazzi portarono all’ergastolo, condannati all’ergastolo in tutti e tre i gradi di giudizio.

I dubbi sulla sentenza: molti sostengono che Olinda e Rosa siano innocenti

Negli ultimi mesi, tuttavia, il magistrato ha chiesto la revisione del processo.
Tutte le prove raccolte all’epoca sarebbero maturate in un contesto malato. Oggi la scienza le invaliderebbe tutte. Inoltre, la confessione sarebbe stata pilotata”. – ha scritto il magistrato.
Anche il programma Mediaset Le Iene continua a professare la presunta innocenza di Olindo e Rosa.
Per giunta, appena una settimana fa, uno dei legali della coppia, l’avvocato Luisa Bordeaux, ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata ambigua. Il 29 dicembre del 2008, un uomo, presentatosi come “Morabito” sosteneva che i coniugi appena condannati all’ergastolo per la strage di Erba, fossero innocenti. Il movente della strage, secondo il misterioso uomo, con accento del sud, doveva essere ricercato in una partita di droga del valore di 400mila euro.
In ogni caso, tutte le indiscrezioni circolate negli ultimi 15 anni sull’eventualità di altre persone coinvolte nel massacro si sono rivelate infondate.

Continua a leggere su Chronist.it