La polizia turca sta indagando sulla morte di Julia Ituma, la pallavolista 18enne trovata morta sull’asfalto dell’albergo di Istanbul in cui alloggiava con l’Igor Novara. Nel suo cellulare la chat in cui discute con un compagno di scuola

Ci sono importanti novità sulla morte di Julia Ituma: la polizia turca è sempre più convinta che si sia trattato di un suicidio. La 18enne pallavolista dell’Igor Novara è stata trovata morta la mattina di giovedì 13 aprile, all’esterno dell’albergo in cui alloggiava insieme alla compagine piemontese, dopo aver giocato e perso i quarti di finale di Champions League contro i turchi dell’Eczacibasi.

Gli inquirenti stanno cercando di comprendere le motivazioni che avrebbero spinto Julia a gettarsi dal sesto piano del Volley Hotel, collocato proprio di fianco al Palazzetto in cui si è tenuta la gara, il Burhan Felek Sports Hall. Gli agenti hanno così interrogato le compagne di squadra e sequestrato il telefonino della vittima.
Secondo quanto riporta la Repubblica, la futura stella della pallavolo italiana avrebbe discusso animatamente con un suo compagno di scuola, fino ad arrivare al litigio.

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Le ultime ore di vita di Julia Ituma

Gli agenti della polizia turca hanno ricostruito le ultime ore di vita della giovane MVP degli Europei Under 19.
Dopo aver giocato e perso la partita, tutta la squadra dell’Igor Novara aveva fatto rientro in hotel.
Julia condivideva la stanza numero 606 con la spagnola Lucia Varela.
Intorno alle 22, la ragazza aveva telefonato sua madre per raccontarle l’andamento del match e dicendole che lei aveva siglato due punti, ma che, in generale, “la squadra aveva fatto schifo.”

Dopo il breve dialogo con la signora Elizabeth, le telecamere dell’albergo riprendono Julia girovagare avanti e indietro nel corridoio della struttura, come se ci fosse qualcosa che la tormentava.

A un certo punto la 18enne di origini nigeriane, siaccovaccia a terra, quasi sconsolata.

La compagna di stanza Lucia Varela ha raccontato alla polizia di aver parlato con Julia per tranquillizzarla: il dialogo sarebbe durato fino all’1:30 di notte circa, poi l’atleta spagnola sarebbe andata a dormire.
In quel lasso di tempo, durante il quale Ituma è caduta dalla finestra, la sua compagna non ha sentito niente.
Nel frattempo, la Procura turca ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia, le indagini sono partite subito ieri mattina e un elemento decisivo sarà proprio il telefonino, che è stato sequestrato dalla polizia, per avere più notizie possibili sulle persone con cui Julia ha parlato e sui messaggi che ha scritto.

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La mamma di Julia: “Era contenta, non posso credere che si sia buttata dalla finestra”

Intanto, i genitori della vittima sono volati alla volta di Istanbul.
La mamma Elizabeth, ancora profondamente scioccata non si dà pace e non crede all’ipotesi del suicidio.

“Era così forte, la mia ragazza, che non posso credere che si sia voluta buttare da una finestra. E poi qualcuno mi ha detto che era un balcone, insomma io voglio vedere con i miei occhi, i documenti, il posto. E Julia. Vorrei svegliarmi ma non ci riesco. Non riesco a realizzare. E poi la sua compagna di stanza non ha sentito niente? Mi sembra impossibile”.

Non si dà pace la mamma di Ituma, che aveva visto Julia serena e felice durante le vacanze pasquali.

“Io non sono riuscita a piangere, perché non ci credo ancora. A Pasqua eravamo insieme, abbiamo festeggiato con la famiglia, noi e i suoi fratelli. Julia era contenta. Era una ragazza molto forte, e non solo in campo. A 17 anni era in Serie A, quante sue compagne sono ancora in C. Aveva il successo nelle mani“.

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