La storia del cinema italiano è stata scandita da grandi artisti capaci di influenzare lunghi periodi con il loro volto, taluni vengono celebrati continuamente mentre di altri, ingiustamente, non c’è praticamente traccia: eppure ci sono personaggi che meriterebbero maggiore considerazione come nel caso di Rosario Urzì, maggiormente conosciuto con il diminutivo di Saro. Nato a Catania nel febbraio del 1913 e scomparso a San Giuseppe Vesuviano il primo novembre del 1979, è stato uno dei volti più rappresentativi del cinema tra gli anni ’50 e ‘70.

Celebre è stata la sua interpretazione nel film Sedotta e abbandonata diretto dal grande Pietro Germi nel 1964 e che vedeva tra i principali protagonisti anche due giovanissime stelle come Lando Buzzanca e Stefania Sandrelli. Proprio con Pietro Germi, Saro Urzì portò avanti una fruttuosa collaborazione in tante altre pellicole di successo come In nome della legge (1949), Il cammino della speranza (1950), ll brigante di Tacca del Lupo (1952), L’uomo di paglia (1958), Un maledetto imbroglio (1959), Serafino (1968) e Alfredo Alfredo (1972).

L’enorme successo di Saro Urzì con Sedotta e abbandonata

Ancora giovanissimo, Saro dovette lasciare la propria amata terra per andare a vivere a Roma che evidentemente gli offriva più opportunità per dar seguito alla sua grande passione per la recitazione. Ha intrapreso un percorso ricco di difficoltà e soddisfazioni nel quale ha avuto esperienze professionali di ogni sorta: ha vestito i panni della comparsa, dell’acrobata e della controfigura.

I personaggi interpretati sul grande schermo hanno sempre rappresentato al meglio la verve, la passionalità e il grande carattere degli uomini del Sud. Oltre alla straordinaria collaborazione con il regista Pietro Germi che ne apprezzava particolarmente le competenze e la professionalità, è stato volto noto di tantissimi film noti. L’esordio al cinema è avvenuto nel 1939 con il regista Carmine Gallone per il film Il sogno di Butterfly. Lo si ricorda anche nella pellicola Emigrantes diretta e interpretata magistralmente dall’ottimo Aldo Fabrizi.

Tanti lavori importanti al cinema

Di pellicole importanti ce ne sono davvero tante tra cui l’intera saga cinematografica dedicata ai romanzi di Guareschi e incentrati nell’infinito ‘duello’ tra Peppone (Gino Cervi) e don Camillo (Fernandel). In questo lavoro Saro Urzì veste del Brusco, ossia il braccio destro di Peppone. Era un cinema molto semplice, povero di effetti speciali ma al tempo stesso efficace e capace di raccontare come meglio non si poteva la bellezza del nostro Paese insieme a contraddizioni, vizi e virtù.

Nel 1972 è apparso nel film cult Il Padrino diretto da Francis Ford Coppola ed è stato anche protagonista in Pane, amore e gelosia. Saro Urzì ha ottenuto importanti riconoscimenti come il premio come miglior attore al festival del cinema di Cannes nel 1964 per l’interpretazione in Sedotta e abbandonata. Grazie allo stesso lavoro, ha conseguito nel 1965 il suo secondo Nastro d’argento mentre il primo era arrivato nel 1949 come miglior attore da protagonista per il film In nome della legge

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